HURTT 8 E questa, davvero, non se l’aspettava nessuno. Il brutto anatroccolo impaurito e tremante del precampionato si è trasformato in uno splendido cigno, capace di scendere in campo con il sorriso sulle labbra e senza paura di sbagliare. Ieri Justin ha fatto canestro, magari domani non lo farà: ma il sorriso, quello non dovrà più spegnersi.
STIPCEVIC 7 Assaggia tanta panchina, ma riesce a segnare la partita smazzando sette assist (che son tanti). Personalità e carisma, mano torrida nel tiro pesante: sarà che da quest’anno porta il numero 6 che fu del suo idolo Arijan Komazec…
RANNIKKO 7 Il capitano si regala una serata “da Stipcevic”, andando senza paura nelle tonnare vicino a canestro per prendersi botte e subire falli. Fa quello che un capitano deve fare: c’è quando la squadra ha bisogno di lui. Poi scrive anche cinque assist, scusate se è poco.
TALTS 6,5 Solidità e concretezza fatte giocatore. Fa canestro tutte le volte che alza la mano, ma dal centro titolare ci si aspetta che pigli qualche rimbalzo in più.
DIAWARA 5 Si prende gli stessi tiri che si era preso a Milano: sette giorni fa li ha segnati, stavolta li ha sbagliati. Sette giorni fa Varese ha perso, stavolta Varese ha vinto. Quindi: bene così. Vorremmo vederlo giocare più spesso vicino a canestro, perché sono in pochi a poterlo marcare.
REATI 5 Sbaglia un passaggio banale perché entra in campo con troppa paura.
GARRI 7 Una presenza costante in difesa: al posto giusto nel momento giusto a fare le cose giuste. In attacco piace, perché buona parte delle azioni di Varese passano dalle sue mani: significa che il ragazzo è perfettamente integrato nel sistema. Piglia anche rimbalzi, di cui tre (preziosissimi) in attacco.
KANGUR 5 Tre falli in un amen lo scaraventano fuori dalla partita, lui fa fatica a rientrarci ma per una sera Varese si può anche permettere un Kangur a mezzo servizio. Guai al prossimo che dice che i giocatori di Siena sono tutelati dagli arbitri. A metà partita, a dire il vero, si fa male a un ginocchio: Recalcati lo ributta in campo solo per capire la gravità del guaio, ma il cinque in pagella se lo becca per i minuti da sano.
GANETO 6,5 C’era bisogno di lui, nella serata mezza storta di Diawara. Lui esce dalla panchina convinto e aggressivo, segna quei canestri che lo sbloccano, interpreta nel migliore dei modi il suo ruolo di cambio di lusso. Varese e il basket italiano stanno ritrovando un giocatore. Bene.
FAJARDO 7 Presenza silenziosa. Alzi la mano chi, durante la partita, si è accorto di quello che stava facendo Fajardo. Gli altri facevano canestro da tre ed entusiasmavano le folle, lui produceva una quantità impressionante di lavoro oscuro e di cifre importanti. L’operaio della Cimberio, quello che non si vede ma che manda avanti la fabbrica.
Francesco Caielli
a.confalonieri
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