VARESE A volte basta sbagliare qualcosa che ti sembra facile per trovare la capacità di reagire e mettere sotto un avversario da cui, fino a quel momento, ti eri fatto imbrigliare. E’ quello che è successo ieri a una Cimberio un po’ svagata (addirittura 22 le palle perse) e non sempre precisa (48% totale). Quando poi Diawara si faceva strappare un rimbalzo difensivo appena conquistato da un Chiotti quasi sorpreso di fronte al regalo per l’ennesimo vantaggio piemontese (52-53 al 31°), sembrava che il fantasma di una sconfitta interna contro una neopromossa potesse materializzarsi. Nulla di tutto ciò. Anzi, proprio da una scatto d’orgoglio, dopo quel dono inaspettato perfino per la Novipiù, il quintetto biancorosso ha ricevuto la forza necessaria per quel break di 16-4 in poco più di quattro minuti (64-57 al 35°) che ha finalmente smantellato, punto su punto, il piano che coach Crespi aveva studiato per costringere Varese a una partita al rallentatore. Non che, fino ad allora, Ranniko e compagni non ci avessero messo del loro per rendere più palpitante del lecito la seconda uscita consecutiva sotto la volta del PalaWhirlpool. Gli 11 miseri punticini sul tabellone dopo il primo quarto dimostrano molto, ma forse ancor di più dice la percentuale pessima da oltre l’arco delle triple con cui si erano dovuti fare i conti durante l’intervallo lungo: soltanto 3 ciuff dalla distanza su 15 tentativi. Ecco allora che, anche ieri sera, è servito un buon Fajardo per cambiare l’inerzia della sfida. Servito
a puntino da uno Stipcevic sempre ottimo in versione assistman – dopo i 7 di una settimana prima, sono stati 5 quelli finiti sullo scout del play croato – Don Diego non si è fatto pregare quando è arrivato il momento di dare un po’ di luce al gioco interno della formazione di casa: alla fine il suo bottino sarà quello del miglior realizzatore con 16 punti e 16 di valutazione (7/12 al tiro). Ma accanto a lui, decisiva è stata anche la prova di Kangur. Non appena messe da parte le preoccupazioni per il mal di schiena da cui era stato martoriato in settimana, l’ala estone è salita in cattedra. Al momento giusto, quello del parzialone, ha offerto al gruppo di Recalcati la sua reattività. Quella che serviva per chiudere – insieme a un Diawara preciso (4/7) ma discontinuo e a un Ganeto in crescita – quei varchi difensivi che l’esterno piemontese Temple (19 di valutazione e 6 assist) aveva invece saputo cavalcare fino a quella fase della partita. Insomma, lo si è capito: la Cimberio ha giocato con la giusta lucidità solo una manciata di minuti, quelli in cui ha messo a frutto un dominio a rimbalzo costruito grazie, oltre che al già citato Fajardo, anche all’efficacia di Talts. Sono bastati per una vittoria che era da considerare nella norma, ma non ha entusiasmato. Dirà di più la prossima trasferta in quel di Roma, dove si dovranno fare i conti con una squadra in gran forma.
e.romano
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