La crisi non si fermaE la cassa raddoppia

La crisi non si fermaE la cassa raddoppia

VARESE La cassa integrazione ha rallentato la sua crescita in Italia, ma ha riaccelerato a Varese. Le richieste si accumulano negli uffici dell’Inps, dove nei primi mesi del 2009 ne sono state presentate più che in tutto l’anno precedente. Per l’autorizzazione e l’effettiva erogazione passano diversi mesi e solo un anticipo da parte delle imprese (per l’ordinaria) o delle banche (per la straordinaria) permette ai lavoratori di ricevere il trattamento.

A maggio, in Italia, dal punto di vista degli ammortizzatori sociali è arrivato un segnale di parziale miglioramento: le richieste di cassa integrazione sono ancora aumentate ma a un ritmo più contenuto dei mesi precedenti, crescendo del 15,82% rispetto al mese di aprile, quando invece la crescita era stata del 27,82%. Varese però non solo non rallenta, ma accelera: a maggio sono state autorizzate 4,8 milioni di ore di cassa integrazione, l’87,7% in più rispetto ad aprile, quando erano 2,5 milioni. E se si confronta la situazione con l’anno precedente, l’aumento è stato del doppio (+98,9% rispetto a maggio 2008). In Italia, inoltre, rispetto ad aprile appare in calo la cassa integrazione straordinaria, quella cioè disposta solo nei casi di ristrutturazione aziendale, grandi crisi settoriali o territoriali, fallimenti o liquidazioni coatte. In provincia, invece, aumenta ancora (+21%), a testimonianza di una situazione che resta grave.

«I dati confermano che la crisi a Varese non rallenta, anzi prevediamo un picco di difficoltà nel periodo estivo – commenta Franco Stasi, segretario generale della Cgil Varese – dal punto di vista degli ammortizzatori sociali i segnali di ripresa non si vedono. La nostra provincia ha risentito e continua a risentire di

una situazione complessa in tutta la penisola: oggi, con 23 mila persone in cassa integrazione, 1200 in mobilità e diverse migliaia che non hanno avuto il rinnovo di contratti a termine, un terzo dei lavoratori della provincia oggi è investito dalla crisi. E la preoccupazione è che gli ammortizzatori sociali non bastino».

Intanto un simile aumento delle richieste ha prodotto un’altra conseguenza. I tempi delle autorizzazioni da parte dell’Inps si sono allungati di diversi mesi. Confapi e le organizzazioni sindacali confederali in una lettera congiunta hanno richiesto alla sede provinciale dell’ente un incontro per riuscire a velocizzare l’iter per la cassa ordinaria: «Tra la richiesta e l’autorizzazione passano diversi mesi – prosegue Stasi – e così perché i lavoratori la ricevano, le aziende devono anticipare il trattamento e poi chiedere un conguaglio. Per la cassa integrazione straordinaria, invece, l’iter è diverso: dipende dagli uffici centrali dell’Inps e passano anche 5 mesi per l’effettiva erogazione, ma intanto il trattamento è garantito ai lavoratori grazie all’anticipo delle banche, assicurato dall’importante accordo firmato alcuni mesi fa». I tre sindacati hanno proposto un protocollo di intesa con le associazioni datoriali e le istituzioni su sette proposte per aiutare i lavoratori.
Piero Orlando

s.bartolini

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