VARESE (v. fum.) Rischia di complicarsi, e non poco, l’ultima fase dei lavori nel maxi-cantiere di viale Milano. C’è infatti una palese incongruenza, registrata dai tecnici ma anche da tanti comuni cittadini. Il problema riguarda la curva che da piazzale Kennedy va verso la stazione Nord. La pendenza è anomala, addirittura al contrario di quanto previsto dalle normative che disciplinano l’esecuzione delle strade.
La pendenza in curva, infatti, è ammessa solo verso il suo interno, mentre quella sopra il ponte della ferrovia risulta pericolosamente inclinata verso l’esterno. Per capirci, è come se la parabolica dell’autodromo di Monza fosse stata costruita al contrario. Ovviamente, il paragone è forzato ma la situazione attuale è oggettivamente un ostacolo e non a caso Comune e Tuv – la società che ha in appalto il trasporto pubblico – stanno pensando di correre ai ripari perché i primi a farne le spese sono gli autobus che potrebbero trovarsi costretti a modificare il tracciato di alcune corse
La questione è stata affrontata anche da Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero, che lunedì presenterà un’interrogazione all’amministrazione. «E’ un errore visibile ad occhio nudo e da chiunque – spiega Nicoletti – Non occorre essere un addetto ai lavori per accorgersene». Il vicesindaco Carlo Baroni si dice sereno: «I tecnici sono al lavoro e il cantiere non è chiuso, una soluzione si troverà».
Il progetto è stato fatto da Ferrovie Nord, ma la competenza e la verifica sono del settore lavori pubblici del comune di Varese. Il sottopasso ferroviario è stato eseguito ad una quota più alta del precedente, causando problemi di raccordo con le strade esistenti. Vero è che le normative attuali prescrivono delle altezze maggiori per i sottopassi, ma è altrettanto vero che usando delle tecnologie diverse, avrebbero consentito degli spessori inferiori non causando il problema ormai quasi insormontabile. Le alternative, infatti, sono poche. O la demolizione del sottopasso ferroviario e successiva ricostruzione. O l’innalzamento di tutto il piazzale della via Morosini e della via Milano. Ci sarebbe anche una terza ipotesi: si può lasciare la curva così, ma proibendo il transito a pullman e autoarticolati.
«Chiederò all’amministrazione cosa intenda fare per risolvere il problema – continua Nicoletti -, a che punto siano i collaudi dell’opera e come mai fino alla fine dei lavori nessuno si sia reso conto di questa situazione».
Qualcuno invece se ne è accorto. A Tuv, la società che gestisce il trasporto pubblico locale, è stata recapitata una lettera in cui il Comune spiega il problema. «Ci hanno scritto che i nostri pullman non possono percorrere più quel tratto di strada – spiega il presidente Tuv, Sandro Laudi – cosa che accade già dall’inizio dei lavori, ma che sarebbe dovuta cambiare con la consegna dell’opera. In realtà se non dovessero sistemare la curva, a noi toccherebbe fare chilometri di strada in più, fare tutto il giro dell’isolato, per arrivare alle fermate davanti alla stazione Nord». Un problemino non da poco, soprattutto in un periodo dove le risorse sono già ridotte al minimo.
s.bartolini
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