La raccolta differenziata in Provincia di Varese ha raggiunto il 63%, percentuale che permette al nostro territorio di occupare il diciottesimo posto nella classifica nazionale specifica e il secondo in quella lombarda.
Per il secondo anno consecutivo, inoltre, la produzione di rifiuto totale per abitante è stata inferiore ai 450 chili, al pari di altre 43 province di eccellenza nel panorama italiano.
I dati (che si riferiscono al 2013) sono stati diffusi ieri a Villa Recalcati nel corso di una conferenza alla quale hanno partecipato il presidente della Provincia, il dirigente di settore e e dell’Osservatorio provinciale sui rifiuti.
«Le cifre ci rendono orgogliosi, perché testimoniano la bontà delle politiche attuate nel campo ed il buon lavoro di tecnici ed uffici provinciali – ha affermato Vincenzi – Alcuni comuni hanno superato la soglia del 67%, obbiettivo che era stato previsto per il 2020. Staremo vicini, invece, a quelli che ancora sono sotto media, aiutando le loro amministrazioni. Dalle prime stime, i dati relativi al 2014 saranno ancora migliori».
Il traguardo tagliato a livello territoriale va a merito soprattutto di alcuni paesi assai virtuosi, come Cassano Magnago (leader a 79%) o quelli aderenti al consorzio Coinger (25 comuni per un totale di 93 mila abitanti), grazie anche a severe campagne di controllo sugli utenti ed a iniziative come la tariffa puntuale (“paghi per quello che butti”).
Non così si può dire di Varese: il capoluogo veleggia al 124° posto (su 142) con una percentuale del 57% ed un calo dell’1% rispetto al 2012.
Si segnala anche che, per quanto riguarda il destino finale dei rifiuti indifferenziati, il ricorso agli impianti di incenerimento supera ormai la collocazione in discarica.













