«La disoccupazione colpisce Varese Dia un segnale la politica»

VARESE La Cgil lancia l’allarme: la crisi economica continua a picchiare duro sull’economia varesina. I dati relativi ai primi mesi del 2012, presentati ieri mattina nel corso del convegno promosso dalla Cgil sul lavoro, parlano chiaro. In provincia di Varese, sono più di 20 mila gli iscritti alle liste di disoccupazione. I lavoratori licenziati nel 2012 sono 1.534 e quasi la metà proviene da aziende dove si applica l’articolo 18. Il tasso di disoccupazione provinciale è pari al 7.7%, che per le donne sale al 9.4% e trai giovani sotto i 25 anni supera il 30%. Il tasso di occupazione è fermo al 64%, contro una media regionale del 64.7%.

Nei primi due mesi dell’anno la cassa integrazione è aumentata del 30% rispetto al 2011; i lavoratori in cassa sono quasi il 7% della popolazione lavorativa della nostra provincia, dove chiudono soprattutto le piccole imprese; aumentano i licenziamenti e diminuisce la cassa integrazione in deroga. Dati presentati da Franco Stasi, leader varesino della Cgil, durante la sua relazione.

 «Davanti a questi numeri, la politica deve battere un colpo – ha detto il segretario – dobbiamo organizzare dibattiti pubblici sulla crisi economica in tutti i Comuni della provincia; vogliamo sapere come la pensano le amministrazioni locali». Dati che hanno colpito anche la segretaria regionale della Cgil Fulvia Colombini. «Il manifatturiero in particolare è stato colpito pesantemente; i numeri sulla cassa e sui licenziamenti fanno paura». Dalla Cgil arriva anche un richiamo all’unità sindacale. «Azione comune anche a Varese evitando sterili polemiche» ha concluso Stasi.

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m.lualdi

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