BUSTO ARSIZIO «Lo disse Caponetto: a Scopelliti furono offerti 5 miliardi per il maxi processo. Rifiutò sapendo di andare incontro alla morte. Oggi sono qui perché considero Busto una città adottiva: in tanti qui hanno lavorato per far sì che mio padre non venisse dimenticato». Rosanna Scopelliti ha 27 anni ed è la figlia del giudice Antonino Scopelliti, ucciso a Campo Calabro il 9 agosto del 1991: domenica è intervenuta alla presentazione di “Primo Sangue”. Tra il pubblico riunito alla libreria Boragno per la presentazione del volume, un gruppo di ragazzi scuote la testa. Sono alcuni studenti dell’Itc Tosi. «Noi l’esempio di
Scopelliti non lo dimenticheremo – spiega Davide, 16 anni – Io credo che coinvolgere sempre più ragazzi nel confronto su temi quali quello della criminalità organizzata e della necessità di contrapporre a questa cultura una cultura della legalità sia un dovere. A noi il compito di imparare ad indignarci».Massimo Brugnone, coordinatore regionale di Ammazzateci tutti, con Pecora ha ribadito come «Busto ha risposto benissimo al nostro progetto antimafia. I giovani si sono messi in gioco. Qui è nato il primo comitato extra calabrese dell’associazione. Da qui è partita una rivoluzione culturale per tutto un territorio».l’articolo completo di Simona Carnaghi sull’edizione di oggi
m.lualdi
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