«La Lega è morta 5 Stelle al suo posto»

«La Lega è morta
5 Stelle al suo posto»

«La Lega è morta. Movimento 5 Stelle prenderà il suo posto». A sfidare il Carroccio in casa è l’ideologo dei grillini, il professor Paolo Becchi, in città per presentare, al Caffè Zamberletti di corso Matteotti, il suo nuovo libro (Sull’invocazione a Dio nella Costituzione federale e nelle Carte fondamentali europee), curato insieme all’ecclesiasticista varesino Vincenzo Pacillo.

L’invocazione a Dio potrebbe a prima vista centrare poco con la politica, ma il professor Becchi, filosofo e giurista genovese, è in grado di spaziare da un argomento all’altro, e farli interagire con grande naturalezza. Come del resto fa convivere quotidianamente le sue convinzioni religiose, «l’apertura alla trascendenza è un elemento costitutivo dell‘essere umano», con quelle del movimento di cui è stato proclamato «l’ideologo», «che è aperto alle istanze laiche e non precluso al movimento religioso».

Millenarismo religioso

Addirittura lo stesso Grillo avrebbe «il carattere e la carica dirompente tipica dei movimenti religiosi millenaristici». Forse è per questo che per i grillini la parola del comico genovese è religione. «Non per me – ha sottolineato Becchi – è già capitato in passato che non fossi esattamente d’accordo con le linee del movimento, ma i rapporti sono rimasti ottimi». Ed è capitato anche che il movimento prendesse le distanze dalle sue dichiarazioni. Chissà se anche Grillo sarà quindi d’accordo con il guanto di sfida gettato dal professore ai leghisti nella culla del Carroccio. «La Lega è finita – ha detto – È morta da tempo. Adesso il Movimento 5 Stelle deve ereditare il suo radicamento sul territorio. Deve riuscire ad occupare quel settore scoperto».

Suona come una provocazione nella roccaforte della Lega, dove tra l’altro M5S ha espresso un solo consigliere comunale alle ultime elezioni amministrative. Per cominciare a raccogliere consensi in città quindi, M5S dovrà imparare, anche dalla Lega, a comunicare meglio. «Deve rendere più visibili gli sforzi che i parlamentari e i senatori stanno facendo. E da settembre – ha annunciato a sorpresa Becchi – cominceremo a mandare parlamentari qualificati in programmi televisivi seri».

Niente talk show si intende. Niente risse verbali o conduttori «faziosi e prezzolati». I grillini saranno spediti a parlare solo, previa autorizzazione, «in programmi che saranno accuratamente selezionati». Onde evitare strumentalizzazioni o fraintendimenti, come quello che aveva rischiato di far mettere il professore alla porta.

Valentina Fumagalli

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