La Pro frena ma non mollaSfiorato il colpaccio a Verona

Verona Non è più fatale e poteva essere fantastica. Esorcizzato il tabù che li ha condannati lo scorso anno, i tigrotti avrebbero potuto domare i veronesi, trovando quello slancio per avvicinarsi al traguardo della promozione. Questione di centimetri: il pallone di Zappacosta sfiora il palo nel primo tempo e Fofana, nella ripresa, non alza la sfera in solitario davanti a Rafael

di un niente. Una palla strozzata come l’urlo del gol rimasto nella gola dei mille tifosi tigrotti presenti al Bentegodi.Però la Pro è ancora là, sola in vetta, anche se dietro come delle iene assatanate le sorelle dell’asse emilano-romagnolo hanno vinto avvicinandosi alla regina del campionato. All’appello manca solo la Spal, che gioca questa sera nel posticipo in casa contro il Legnano.

Senza reti i novanta minuti giocati con intensità da entrambe le formazioni con la Pro Patria meglio nel primo tempo ed un Verona che ha spinto con più convinzione nella ripresa. Un buon risultato il pareggio, tutto sommato equo per quanto visto sul campo.
A dire il vero Anania non ha mai fatto una parata, qualche mischione nella ripresa su palle da fermo, ma non un’azione che abbia liberato un veronese davanti al numero uno ospite. Ha fatto sì gol il Verona, con Girardi, ma Corletto ha annullato la rete veronese per un fallo su Music di Rantier.
Sul destro di Zappacosta il jolly dopo una triangolazione fra Toledo e Fofana con la difesa scaligera a guardare e Giacomino che stoppa di petto in area e tira al volo di destro. Un numero sudamericano che ammutolisce il Bentegodi mentre la palla accarezza il legno.

Nel secondo tempo il Verona lievita a centrocampo fino a quando Lerda non inserisce Cristiano per Do Prado. Il centrocampo tigrotto si irrobustisce e solo nei minuti di recupero, con il sangue agli occhi, i gialloblù tentano d’infierire sulle tigri.In precedenza la pantera Fofana avrebbe potuto portarsi via la preda, ma il suo destro non è in giornata e finisce tra le mani di Rafael. Un peccato, perché la costruzione dell’azione era stata spettacolare in coppia

con Do Prado.Va verso il pareggio la partita, ma c’è sempre quella “zona Verona” fatale per i tigrotti l’anno scorso. Fa paura e qualcuno trattiene il fiato. I sei minuti di recupero di un ottimo Corletto appaiono esagerati facendo crescere l’ansia ed al 50’ per poco non si materializza, ancora una volta, la maledizione gialloblù: Melara perde palla a centrocampo, Bellavista lancia immeditamante un rapido Scapini che non aggancia solo davanti ad Anania. Questione di centimetri.Giovanni Toia

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f.artina

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