La Pro Patria fa 90e i tigrotti si riprendono il primato

PRO PATRIA – CREMONESE 2-2

Marcatori pt. 7’ Urbano. 27’ Saverino (rig.), 34’ Vitofrancesco. St. 3’ Do Prado
PRO PATRIA (4-2-3-1) Anania; Music, Pisani, Urbano, Barije; Cosentini (39’ pt. Melara), Zappacosta (38’ st. Migliorini); Do Prado(33’ st. Dalla Bona), Correa, Toledo; Fofana. A disp: Gervasio, Di Cuonzo, Polverini, Mosciaro. All. Lerda.
CREMONESE (4-4-2) Paoloni: A. Bianchi, Cremonesi, Anzalone, Pesaresi, Vitofrancesco, Fietta, Saverino, Gori (44’ st. Tacchinardi); Riganò, Temelin (33’ st. Guidetti). A disp: G. Bianchi, Davini, Fanfoni, Borilli, Coda. All. Mondonico.
Arbitro Del Giovane di Albano Laziale
Note Spettatori 1503 per un incasso di 16.700 euro. Calci d’angolo 2-1. Ammoniti Correa, Urbano, Vitofrancesco, Barjie, Pesaresi. Espulso Correa al 32’ della ripresa per doppia ammonizione. Recupero pt. 1’, st. 3’.

Busto Arsizio Una giornata da tigri allo Speroni. In campo e sugli spalti, bandiere e tigrotti di ieri e di oggi. Tutti insieme in nome dell’orgoglio tigrotto, in festa per la storia e per la capolista. Buona la prima per le celebrazioni del 90esimo di fondazione della Pro Patria. In campo nel prepartita sono scesi «gli uomini simbolo che negli anni hanno incarnato lo spirito tigrotto – l’introduzione di Giovanni Castiglioni – grinta, carattere, determinazione. Il marchio di fabbrica della nostra città e della nostra squadra».

Vecchie glorie e bandiere di ieri e dell’altroieri a passare un testimone ideale ai tigrotti di oggi che stanno onorando la gloriosa storia. Non è bastato a superare la Cremonese, ma è bastato per togliersi lo sfizio di celebrare i 90 da capolista. Impeccabile l’organizzazione, tutt’altro che amatoriale, messa in piedi dal comitato

spontaneo, che ha saputo unire tutti i club di tifosi in nome dell’orgoglio tigrotto. Da applausi la coreografia sugli spalti: dal tripudio di bandiere biancoblù degli ultras alla riproduzione d’epoca proposta nei popolari insieme all’augurio «e…la storia continua», fino ai teloni bianchi e blu che hanno ricoperto la tribuna all’ingresso in campo della squadra.

Assenti giustificati Antoniotti, Frigerio e Croci, le bandiere si sono presentate tutte all’appello del comitato per il via all’anno biancoblù che proseguirà fino al 5 ottobre. Da Paolo Marcora, ex tigrotto e figlio del mitico Attilio, fino al recordman Pippo Taglioretti. Chi più chi meno hanno segnato con il proprio mattoncino i 90 anni di storia della Pro Patria: Carlo Reguzzoni (alla memoria, c’era la figlia Silvana), la dinastia Kregar (presente Aldo), Turconi e Cavigioli, i bustocchi doc Candiani (rappresentato dalla figlia Susanna), Visco, Gipo Calloni e Crespi. E poi Vittorino Calloni (con la figlia Daniela), Provasi, “Bumba” Lombardi, Amadeo, Bernasconi, Baffi, gli allenatori Burini, Siegel e Venturini, e ancora Gambazza, Casna, Bartezzaghi, Brunini, Sartirana, De Bernardi, il massaggiatore Varliero, il capitano dell’ultimo lustro Tramezzani e il suo successore mancato Andrea Vecchio. Un’ovazione per gli ultimi beniamini, che si sono intrattenuti con gli ex compagni Anania e Dalla Bona e poi sotto la curva.

A tutti la richiestissima sciarpa celebrativa e poi tutti insieme sotto i popolari e sotto la curva per raccogliere ovazioni, per cantare insieme l’incitamento senza tempo «Pro Patria, Pro Patria» e il coro più classico, «Chi non salta legnanese è». Infine alla bandierina del corner per una foto di gruppo, a mò di figurina Panini, in piedi e accosciati. «E adesso tocca alla società e alle istituzioni» una delle voci sentite in tribuna subito dopo la premiazione. Per non rovinare un 90esimo che è partito con il piede giusto. L’orgoglio tigrotto c’è.
Andrea Aliverti

Sul giornale di lunedì 2 marzo tutti i servizi sulla partita a cura di Giovanni Toia, immagini e interviste dalla grande festa di compleanno biancoblù

f.artina

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