La procura affonda il Gruppo Polita Chiesto il fallimento di Ansafin

La procura affonda il Gruppo Polita Chiesto il fallimento di Ansafin

VARESE Questa volta la procura ha deciso di affondare la lama fino in fondo: a luglio aveva evitato il colpo di grazia al gruppo Polita, dettando precise e restrittive condizioni per non far fallire Quiete Hospital (per cui era in corso una procedura), ma anche di Ansafin, la capogruppo, dei fratelli Sandro e Antonello Polita, nota famiglia di costruttori varesini.

Il loro nome è stato per almeno un paio di anni associato a quello della famosa clinica varesina, ora approdata al più solido gruppo Sant’Alessandro. Ma le traversie non sono terminate con quella cessione: perché secondo la procura i due fratelli non avrebbero rispettato le condizioni poste per rientrare del debito accumulato (quantificato in diversi milioni di euro) ed evitare così il fallimento. Tra queste vi era quella di pagare i dipendenti e gli altri i creditori con i 4 milioni di euro percepiti dalla vendita dell’azienda alla Sant’Alessandro.

Ebbene, ieri mattina il sostituto procuratore Agostino Abate era in udienza per sostenere l’istanza fallimentare della Quiete Hospital, nonché per depositare una nuova richiesta di fallimento, questa volta proprio a carico della capogruppo Ansafin. Sulla Quiete il collegio si è riservato la decisione, mentre per quanto riguarda Ansafin ha fissato un calendario di udienze.

La procura insomma non ritiene che vi siano le condizioni perché nemmeno la capogruppo possa andare avanti: e avrebbe scoperto che i debiti sarebbero molto più elevati, e che le perizie di stima degli immobili di proprietà portare dalla società sarebbero molto sopravvalutate, ipotizzando che si tratti di pratiche false. E tra questi cespiti rientra sicuramente l’albergo di Capolago. posto sotto sequestro a ottobre. Era stato tirato su in poche settimane per i Mondiali di ciclismo, e assurto a simbolo della famiglia), che risulterebbe già oggetto di vendita: nei giorni scorsi, è stato stipulato di fronte ad un notaio un contratto preliminare.

Pesanti pure gli addebiti penali che la procura di Varese muove ai due fratelli, indagati per bancarotta fraudolenta, due tentativi di estorsione aggravata, truffa ai danni dello Stato, calunnia, falso e svariati reati di natura fiscale.

e.marletta

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