Roma, 20 ago. (Apcom) – Tra Pdl e Fli “gli spiragli, invece di aprirsi, si sono ristretti: ora siamo al lumicino”. E’ l’analisi, alla vigilia del vertice di oggi del Pdl, del ministro della Difesa e coordinatore del partito Ignazio La Russa. In una intervista al Corriere della Sera La Russa spiega: “Vogliamo verificare se siamo in grado di vivere senza
stenti”, “non vogliamo fare come Prodi, anche se è un paragone
improprio perchè i pochi parlamentari rimasti erano l’uno
contro l’altro armati. I nostri sono fortemente coesi, anche se
è vero che alla Camera saremmo a rischio”.
Secondo La Russa non c’è “nessuna campagna acquisti” nei confronti dei finiani ma certo “ci aspettiamo che chi è stato eletto con noi sia leale. Si tratta solo di verificare se qualcuno o tutti o nessuno parlano con lingua biforcuta”. Comunque, il documento sui quattro punti per rilanciare il programma non può vedere l’apporto dei finiani perchè “hanno già deciso: uscendo dal Pdl hanno fatto saltare la strada della condivisione”. Infine La Russa bolla come “sopra le righe” gli attacchi a Napolitano e si dice fiducio nella sua saggezza: “Chi decide è il Presidente della Repubblica, condizionato, lo dico tra virgolette, dalla situazione che si crea” “tenendo
conto della volontà degli elettori”.
Vep
© riproduzione riservata










