La Svizzera rimanda indietro undici migranti tunisini

La Svizzera rimanda indietro undici migranti tunisini

COMO – Undici tunisini che erano entrati in Svizzera in modo illegale sono stati riconsegnati all’Italia in questi giorni: è il dato riferito dal questore, Massimo Maria Mazza, insieme alla riconferma che sul nostro territorio non si registrano presenze anomale riconducibili agli sbarchi a Lampedusa e alle fughe dai campi del Sud Italia. Il termine tecnico dell’operazione effettuata è «riammissione», per lo più singola, di giorno in giorno: gli undici migranti sono stati identificati dalla polizia cantonale, non hanno chiesto asilo e perciò sono stati riportati alla polizia di frontiera di Ponte Chiasso. Potrebbero ritentare l’espatrio o restare nel nostro Paese, per ottenere un permesso di soggiorno temporaneo, sei mesi di durata, rilasciato per motivi umanitari, secondo il decreto seguìto all’accordo

Pdl – Lega raggiunto l’altra sera, mentre il ministro degli Interni, Roberto Maroni, stava trattando con la Tunisia sia per fermare gli sbarchi, sia per i rimpatri. Umberto Bossi, il leader della Lega, ha ripetuto il «Foera di ball», ma ha anche aggiunto: «Con i permessi temporanei, se ne vanno in Francia, in Germania, in Europa», e nell’area Schengen, è libera circolazione. Per questo, il Canton Ticino è attento, ha dato un giro di vite alla vigilanza alle frontiere sud: la Svizzera aderisce agli accordi di Schengen e perciò potrebbe assistere ad un aumento della pressione dei migranti sul proprio territorio, corridoio di passaggio tra l’Italia, la Germania, il Belgio, Paesi ai quali puntano, oltre la Francia, poiché hanno parenti ed amici.

m.schiani

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google