La targa di Clerici su Facebook «Privacy violata e notizia falsa»

L’accusa in un post: «Ex assessore contromano e sul park disabili». E compare una foto. Dopo quindici ore, la retromarcia: non era vero

– Ha fatto discutere per oltre quindici ore, per poi essere rimosso da Facebook. Si tratta di un post, pubblicato da una cittadina su una nota pagina Facebook varesina, nel quale veniva immortalata la macchina di , ex assessore alla Tutela Ambientale di Varese, nei mesi scorsi agli onori della cronaca per il suo “attivismo” proprio sul social in questione.
La fotografia pubblicata, oltre a mettere in mostra la targa del veicolo, era accompagnata da questo commento: «Ore 20. Il buon Stefano Clerici entra in contromano in via Robbioni e parcheggia su un posto per disabili. No comment».

Ovviamente, la questione non poteva che destare scalpore. Sono stati in molti, infatti, a gridare allo scandalo nel giro di pochi minuti, senza risparmiarsi di proseguire in commenti anche coloriti. In uno di questi post si dichiarava apertamente l’indirizzo di casa dell’ex assessore.
Peccato che le accuse mosse non avessero alcun fondamento. Infatti, via Robbioni è a doppio senso di marcia per i residenti.
Ed essendo Clerici residente in zona è autorizzato a percorrere quel tratto di strada. Inoltre, la sua automobile era posteggiata non su uno posteggio destinato ai disabili, ma al carico-scarico merci.
Così, come in molti hanno subito colto l’occasione per non risparmiare nulla a Clerici, tanti altri hanno subito ricordato la possibilità di percorrenza in entrambi i sensi di marcia del tratto sotto accusa della via e la presenza di un parcheggio di carico e scarico merci proprio dove l’ex assessore aveva lasciato la sua vettura. Non solo, in molti hanno evidenziato la palese violazione della privacy pubblicando sul social network la targa dell’auto di Clerici.
«Chi di spada ferisce, di spada perisce – commenta l’ex assessore – Io ho pagato e mi sono assunto le mie responsabilità per le affermazioni che ho pubblicato in passato sul mio profilo privato di Facebook. Mi sembra, però, che questa regola non valga per tutti».
Clerici definisce la cittadina che ha dato il via a questa campagna denigratoria «una buontempona, probabilmente non ha altro di meglio da fare se non attendermi sotto casa e fotografarmi». Ma a infastidire maggiormente il giovane politico è la violazione della privacy. Clerici, infatti, in passato è stato vittima di una serie di atti vandalici commessi contro la sua automobile e contro il suo personale campanello di casa.
«Internet e i social network possono essere armi a doppio taglio: sono strumenti che hanno un grosso potenziale, ma se usati impropriamente possono mettere le persone che li usano a rischio di commettere reati» conclude l’ex assessore.

«Come prima cosa, prima di sbandierare su Facebook determinati argomenti, i fatti vanno verificati. Inoltre, quello che mi spaventa è questa moda di fotografare tutto e tutti e, senza avere l’autorizzazione dei diretti interessati che oltretutto è d’obbligo, sbattere poi video e fotografie sui social network».
Clerici non intende sporgere denuncia. «L’amministratore della pagina Facebook sulla quale è stata pubblicata la fotografia della mia automobile è già intervenuto e, oltretutto, la smentita c’è già stata da parte di altri utenti. Certo che è che la signora che ha mosso l’accusa avrebbe potuto anche porgermi le sue scuse».