“Once upon a time in Varese” (C’era una volta a Varese), è questo il video che sta facendo il giro di Facebook e che ha l’intento, come dicono i promotori di questa iniziativa, di «promuovere il turismo verso la nostra città».
Un argomento attuale proprio in vista di Expo 2015.
L’idea è stata lanciata da una pagina Facebook che prende proprio il nome di “C’era una volta Varese”, creata da alcuni misteriosi varesini.
Il cortometraggio, realizzato con immagini in bianco e nero autentiche, mostra la Varese dell’inizio degli anni Trenta.
Il filmato parte con una carrellata dall’alto della città. L’obiettivo della videocamera si sposta poi sull’esterno della stazione Nord. Le riprese si spostano in corso, dove numerosi gentiluomini conversano seduti ad alcuni tavolini di un vecchio bar sotto i portici, dove oggi sorge la Libreria del Corso.
Lungo il ciottolato del corso si notano i segni della tramvia. Osservando le immagini si nota un parallelismo con la Varese di un tempo e quella di oggi: il traffico cittadino è sempre stato intenso. Piazza del Garibaldino, al tempo, veniva utilizzata come posteggio.
Nelle riprese non poteva di certo mancare un focus su Palazzo Estense e i suoi pregiati giardini che conservano ancora il fascino degli anni Trenta. Poi, una scritta in inglese annuncia: «La più grande attrazione della Città Giardino è il Sacro Monte che è un vero tesoro di arte, religione e bellezza».
Le inquadrature si focalizzano sul borgo sacro. Ed ecco immortalato il via vai di varesini e turisti che scendono e salgono dal tram. Dalla fine del 1800 a circa la metà del 1900 (l’ultima tratta venne soppressa il 31 agosto 1953) nel territorio della città di Varese erano presenti ben 10 tra linee tramviarie e funicolari che congiungevano la zona centrale a quelle più prettamente turistiche, come il Sacro Monte, il Campo dei Fiori, il Colle Campigli su cui era situato il Kursaal, un importante complesso turistico e sportivo, e ai paesi vicini. Era una mobilità ben ramificata e sostenibile che fu poi però smantellata per essere sostutuita da linee di autobus.
Il videomaker si è successivamente concentrato sui pregiati affreschi che popolano le pareti delle Cappelle e del Santuario.
Il cortometraggio d’epoca in bianco e nero prosegue seguendo il tragitto di quella storica tramvia che dalla Prima Cappella portava verso il Vellone, sono alla stazione superiore del Campo dei Fiori con i suoi paesaggi unici e mozzafiato, per una sosta al ristorante della funicolare.













