Lago, cipressi e lavoro: piaghe varesine

Lago, cipressi e lavoro: piaghe varesine

«Varese si sta meridionalizzando». E sull’intervento del professore parte l’applauso. Questo è stato uno dei momenti più partecipati dell’incontro «Varese terra desolata» organizzato dalle Piccole Vedette Lombarde, un gruppo eterogeneo, unito dall’interesse per l’ecologia, coordinato dal professore di filosofia .

I venti interventi in programma promettevano di fare viaggio nella decadenza della città, cosa che ha richiamato oltre 300 persone. Ma l’elevatezza degli argomenti ha tradito le aspettative di parte dei presenti e i momenti di contestazione, seppur pacata, non sono mancati.

La prima tensione è avvenuta già fuori dai cancelli. Una parte del pubblico sembrava in un primo momento costretta a rimanere fuori per sopraggiunti limiti di capienza del Santuccio. C’erano semplici cittadini e consiglieri comunali del Pd, del Nuovo Centro Destra () e di Movimento Cinque Stelle. Presente anch, il tecnico del verde ultimamente sotto i riflettori per il caso dei cipressi.

«Sono andati persi cinquemila mila posti di lavoro, una città che non offre opportunità non stimola – ha detto Mezzanzanica – Varese è una città anagraficamente vecchia, con settemila impiegati pubblico e 1892 liberi professionisti e solo 900 dichiarazioni dei redditi sopra i 90 mila euro. Il tasso di disoccupazione è del 7,8 per cento».

E via di applausi. Poi è stato il turno di i, urbanista, che ha aperto con una provocazione: «Smettiamo di usare l’appellativo di Città Giardino dal momento che non è applicabile al caso di Varese». Ed è stato il suo intervento, molto tecnico, a scatenare una piccola sommossa popolare in sala. Una cittadina – di nome – si è alzata in piedi chiedendo di parlare «meno politichese». Al suo invito si è unito il fotografo dicendo: «Così non vinceremo mai».

Poi il convegno è andato avanti con una certa elevatezza cattedratica, che di riflesso ha prodotto una piccola emorragia di scontenti, che piano piano sono andati via. Soddisfatto Valerio Crugnola: «Le presenze hanno superato ogni previsione, cosa che dimostra che c’è un grande bisogno di politica. La cosa difficile è trasformare questo bisogno in conoscenza. La qualità degli interventi è stata ottima. Noi non vogliamo fare un partito, ma una didattica del pensiero».

Tanti i contributi di pregio, come «la breve storia del lago di Varese e le proposte di risanamento» di , studioso che lavora anche al centro di ricerche di Ispra. «Il nostro lago sta morendo da 50 anni – ha detto – Il problema più grande sono i sedimenti. Senza questi non conosceremo nulla di quello che è avvenuto negli anni». Tutto con schemi, slide, dati.

Tra i “vip” , 85 anni, cavaliere primatista di gentleman rider che ha vinto 1013 corse, finendo nei primati. «Sono molto rammaricato di quello che sta succedendo all’ippodromo – ha detto – Ci sarebbero persone disposte a subentrare ma che vorrebbero avere garanzie e non solo pagare debiti. Ora vado alle corse con dispiacere». Prossimo atto: sabato, alle 16, a villa Baragiola per la «semina d’arte», un progetto di riqualificazione artistica del tessuto urbano con , ideatrice di microcollection.n

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