Hanno partecipato anche i siriani di Varese all’appuntamento di ieri sera basilica di San Vittore. Il messaggio di Papa Francesco è forte, la comunità varesina si è riunita per dire no alla guerra e sensibilizzare alla tragedia siriana.
è presidente e portavoce del Comitato Sos Siria, che conta in tutta la provincia oltre una cinquantina di persone, ieri alcuni di loro hanno presenziato anche ad un altro incontro a Gallarate. Kadi è sempre stato in contatto con i suoi parenti e amici, vive a distanza il dramma della suo Paese d’origine a cui rimane fortemente legato.
Tornava spesso in Siria con tutta la famiglia, da circa due anni a questa parte però, con il regime di , Yaser resta a Varese.
Sentiva i suoi quasi tutti i giorni giorni e lancia un grido di dolore, da giorni notizie certe non ne ha più: «Innanzitutto il nostro ringraziamento va al Papa e alla comunità varesina per aver organizzato questo incontro – dice Yaser Kadi – i miei sono dieci giorni che non li sento, non so neanche se sono vivi o morti, quando telefonavo delle volte sentivo il rumore dei bombardamenti, il mese scorso è successo proprio vicino casa di mio fratello, in queste settimane anche dove vive mia madre, porta di casa e vetri distrutti».
Da Aleppo, dove vivono i suoi, Kadi non ha più notizie, mostra il telefonino con cui li contatta con Whattsapp, l’ultimo loro accesso risale al 27 e 29 agosto, Skype e internet sono ormai inutilizzabili e fa una prova a telefonare davanti a noi: chiama cellulari e numeri fissi, un messaggio automatico dice che non la rete telefonica non è disponibile.
«Il 21 agosto è stato un massacro, 1.500 vittime, di cui 400 bambini, civili che non hanno niente a che vedere coi ribelli – prosegue – avrebbe fatto piacere vedere una bandiera della pace, anche nei due anni trascorsi. Chi dice che è guerra civile sbaglia, è violenza sulla popolazione. Avevano iniziato i ribelli con la rivolta pacifica del 15 marzo 2011, nessun paese ha preso posizione, l’Onu non è riuscito a difendere la popolazione. Assad è un dittatore “allevato” dall’America, ora è diventato più aggressivo, usa armi chimiche e violenza sulla gente».
«Ora il mondo si è svegliato perché sono entrati in gioco gli Stati Uniti. Siamo a favore della pace in tutto il mondo, non vogliamo armi: il popolo siriano, i ribelli e la popolazione, non vuole interventi armati, solo di non fare arrivare armi a questo regime. E invece la navi cariche continuano ad arrivare e si spara sui civili.
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