«Andrea Badoglio lascia un’eredità importantissima a questa città. La Varese Nascosta è una realtà che deve continuare. Nel suo nome». Paolo Musajo Somma, che con Badoglio ed altri esperti stava lavorando per riportare in auge la statua dell’Italia Libera, racconta quell’uomo «che non doveva andarsene così presto. Andrea era un uomo del fare. Nessun compromesso, era rigoroso. Aveva un’urgenza di portare a compimento i propri progetti che lo spingeva avanti. Senza sosta. Per me che sono un operativo è
stato un incontro folgorante». Badoglio è stato trovato senza vita nella sua abitazione l’altro ieri. «Ha lasciato un patrimonio – dice Musajo – il lavoro su quella scultura è soltanto un esempio. E adesso io davvero non so come si potrà portare avanti tutto ciò che lui ha creato. In seno a La Varese Nascosta per fare ciò che Andrea faceva ci vorrebbero 5 persone. Per Varese Civica non so. Non riesco a immaginare questa realtà senza di lui».
Il 7 novembre «avremo un incontro. Tutti noi che lavoravamo per l’Italia Liberata – spiega Musajo – Andrea era riuscito a riunire un gruppo di persone tutte con competenze diverse, ma tutte perfette per portare a compimento il progetto. E lì ci troveremo con quella sedia vuota che non potrà mai essere sostituita». Badoglio lascia un’eredità importante. «Bisognerà trovare il modo, e per questo dovremo chiedere al suo amico più stretto, di portare avanti questa realtà ma sempre secondo le idee e gli intendimenti di Andrea – dice – che era molto rigoroso come ho detto. Aveva parametri altissimi. È difficile, difficilissimo. Due erano le categorie di persone che non riusciva a sopportare: quelli che agivano in qualsisia frangente solo ed esclusivamente per cercare di trarre un vantaggio personale. E quelle che dicevano di pensare una cosa, ma poi agivano esattamente all’opposto». Rigore, dunque. «Era rigoroso anche con se stesso – dice Musajo – come in modo schietto, diretto e senza sotterfugi, diceva agli altri che a suo parere avevano sbagliato. Ammetteva pubblicamente e con la stessa schiettezza ogni suo errore. Non ha mai cercato di crearsi alibi. Era un leone, non mediava. Lui faceva, era diretto, sempre». Il punto, però, resta sempre quello: salvare un’eredità importante che in un anno circa ha raggiunto attraverso la pagina Facebook 9.200 adesioni.
«C’è il dovere di farlo. Per Andrea ma anche per Varese perchè il lavoro fatto è straordinario ed è tutto a favore della città – conclude Musajo – ma dovrà essere fatto, ribadisco, sempre seguendo le idee e gli intendimenti di Andrea. E lui è impossibile da sostituire. Dovrà intervenire chi gli era davvero vicino. Io adesso sono così incredulo, così incapace di rendermi conto che Andrea davvero non c’è più che non riesco a immaginare una soluzione. Che però deve essere trovata».













