«In questi giorni, in cui, con toni apocalittici, si parla di divisioni, di un’Europa che è sull’orlo di una crisi d‘ideali e d’intenti, io voglio portare un esempio di unione e cooperazione. Nello spazio costruiamo ponti tra i popoli». A parlare è , l’astronauta che per duecento giorni ha lavorato e vissuto sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), diventando un vero e proprio simbolo
dell’innovazione, dell’esplorazione moderna, donna che rende ancora attuale il detto che vede l’Italia come “popolo di santi, poeti e navigatori”. L’ingegnere milanese, nata nel 1977, appartiene a quest’ultima categoria, incarnando quell’idea romantica di esplorazione oggi spostatasi nell’immensità dello spazio. La stessa idea che ci ha raccontato in una lunga intervista, che troverete sulle pagine de La Provincia di Varese in edicola martedì 6 settembre.













