VARESE L’attrice varesina Elisabetta Pellini, tra gli artisti del red carpet di VareseCinema, si racconta tra l’amore per le sue origini, le diverse pellicole in cui la vedremo a breve e il sogno di un suo thriller girato a Varese. Cosa pensa di VareseCinema? Era ora che a Varese ci fosse ma una giornata dedicata al cinema e alla musica.“Il Cantico di Maddalena” con Mauro Campiotti e poi in quali altre pellicole la vedremo protagonista?Con Campiotti ho avuto la possibilità di girare nella mia città ed è stato un piacere. Da lì poi mi hanno chiamata per la fiction “Souvenir”, una coproduzione italiana-americana. Un thriller che uscirà adesso negli Usa e poi su Canale5. Insomma mi ha portato bene: Varese mi porta sempre bene. A breve uscirà “Amore e Vendetta” con Alessandro Preziosi, Lorenzo Flaherty, Anna Valle, in onda su Canale5 a ottobre, in prima serata. Otto puntate sulla storia del conte di Montecristo, pieno di amore e vendette tutto ambientato in una città del nord che però è Trieste. Io avevo optato per Varese, ma niente. Sono Olga una coprotagonista. È un lavoro drammatico in
cui vesto i panni di una tossica che si è sempre sentita disadattata. Credo che questo sia il ruolo più difficile che ho interpretato. Il mio personaggio viene rapito, torturato, violentato e fa una brutta fine. La lavorazione è stata tosta. Nel 2012, sempre per Mediaset, avrò un nuovo ruolo drammatico in “Le Rose di Eva”.Con 13 anni di professione alle spalle a che punto della carriera ritiene di essere?Ho già interpretato diversi ruoli, ma aspetto sempre nuove occasioni. Questo lavoro è come una droga: cominci e non riesci a smettere, cerchi sempre personaggi nuovi e più difficili. Calarsi in un personaggio lontano da come sei tu è frutto di un lavoro di ricerca. Per Olga, ad esempio, sono stata al Sert. L’attore ha la possibilità di essere nessuno e centomila, l’importante è che si ricordi sempre chi è. Qual è il film nel cassetto, quello che vorrebbe interpretare?L’ho scritto qualche anno fa e si intitola “Soledad”: è ambientato per la metà a Varese. Un thriller psicologico fatto di esperienze e incubi, ma non mi importerebbe di fare l’attrice, mi piacerebbe vederlo realizzato. Elena Botter
s.bartolini
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