Laurenza pigliatutto Il Varese adesso è suo

Lo chiamavano “Nicola Fico” perché sul cubo, in discoteca, non aveva rivali, essendo alto, biondo e fisicato.

Nicola Laurenza è sempre stato un intraprendente, fin da quando, per pagarsi gli studi alla facoltà di psicologia dell’università di Pavia, faceva il cubista nelle balere: nulla cui vergognarsi, anzi un chiaro segnale di voler essere indipendente e di farcela con le proprie forze.

E ieri, contando solo sulla sua tenace ostinazione, Nicola Laurenza ha portato a termine la scalata in cima al Varese, di cui è diventato azionista di riferimento: «Politici e tifosi – dice – premevano perché legittimassi la carica di presidente, ricca di responsabilità, con uno sforzo: all’inizio di giugno pensavo che sarei riuscito a prendere al massimo il dieci per cento delle quote e, invece eccomi all’83 per cento».

Una cifra da vertigini per Laurenza, che non parla di quanto ha speso per ottenerla: «Mi hanno imposto il silenzio su quanto ho pagato, ma è una somma in linea con il valore di mercato». E, in più, Laurenza ha accettato anche di farsi carico dei debiti accumulati durante la precedente gestione che, secondo alcune stime, sarebbero notevoli, sfiorando addirittura i tre milioni di euro: «Ho ragionato – confessa – con il cuore e non con la testa. Adesso sono io che ci metto la faccia e conto di regolarizzare ogni pendenza: del resto oltre agli onori ci sono anche gli oneri. È difficile far quadrare i conti di una squadra di calcio di serie B, che non sempre arriva al pareggio di bilancio: per questo porterò la mia professionalità per gestire il Varese come un’azienda».

Con la cessione del pacchetto di maggioranza a Laurenza è uscito di scena Antonio Rosati, che si è rivelato il presidente più vincente degli ultimi decenni, anche se l’interessato promette di continuare a stare vicino al Varese: «Con il passaggio della maggioranza a Laurenza – dice l’ex patron – continua il progetto che avevo iniziato cinque anni fa, arrivando a Varese. Il nuovo presidente è in sintonia con gli amici di sempre e io stesso, come ho già ribadito più volte, manterrò, per quanto mi è possibile, un legame stretto con la squadra che ho ancora nel cuore».

In un primo tempo, Rosati avrebbe voluto tenere delle quote di minoranza e anche la Lega aveva fatto capire che la cosa sarebbe stata fattibile. Poi, però, ha deciso di cedere tutto il suo pacchetto. E Laurenza plaude la scelta: «Ho preso l’83 per cento controllato dalla holding di Rosati, mentre il suo dieci per cento personale è passato all’amministratore delegato Enzo Montemurro. La decisione di cedere tutto fa onore a Rosati ed è la più giusta perché non si può tenere un piede in due scarpe».

I napoletani Raffaele Fabozzi e Paolo Vitiello sono rimasti con il 7 per cento.

Questa mattina, Laurenza presenterà alla stampa nuove idee per la prossima stagione e, in serata, farà la sua prima uscita ufficiale, insieme ad Antonio Rosati, all’oratorio di Gavirate, dove è in programma un incontro con gli ex Beppe Sannino e Stefano Bettineeli, che parleranno dei segreti del gruppo e di come fare spogliatoio.

Caratteristiche mancate al Varese in questa stagione e che Laurenza spera di ritrovare presto: «Abbiamo bisogno di giocatori che amino la maglia e che la mettano davanti ad ogni cosa. Devono essere prima di tutto sportivi: io arrivo dal canottaggio, che ho praticato a livello agonistico, e so che lo sport va fatto con la testa bassa e con sacrificio. I nostri calciatori dovranno avere fame, ricordandosi della passione con cui avevano dato i primi calci al pallone».

Filippo Brusa

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