Laurenza rabbia e orgoglio «Svogliati a Empoli. Sottili? 7»

Dopo il raggelante e inspiegabile 0-2 di Empoli, il presidente del Varese Nicola Laurenza si è fermato a Firenze.

Incontrando gli affiliati toscani di Oro in Euro a cui ho proposto un parallelo con il calcio, il cui risultato settimanale si raccoglie nell’ora e mezzo della partita. Da Empoli il Varese è tornato a mani vuote e nelle ultime tre gare abbiamo recuperato un solo punto: è come se la mia azienda non avesse fatturato per tre settimane di fila.

Non ho visto il giusto atteggiamento del Varese che doveva guardare negli occhi gli avversari, senza paura e fino in fondo. È mancata la costruzione del gioco, il possesso palla e la bava alla bocca.

Lascio le analisi tecniche a Stefano Sottili e al suo staff che hanno più competenze di me per trovare la soluzione. Posso solo fare un appello ai ragazzi: continuate a giocare a viso aperto, con tutto il coraggio, la fame e la determinazione che avete dentro. Nel calcio si può anche perdere ma bisogna sempre lottare per vincere fino all’ultimo. A Empoli è mancata addirittura la voglia di fare fatturato.

Che ho massima fiducia in lui. Fa parte del progetto Varese, la cui rosa è stata rifondata e abbiamo voluto puntare su un tecnico emergente, passato direttamente dalla Seconda divisione alla B. Sa bene che voglio grinta e determinazione e se non sono arrivate palle giocabili a Pavoletti, lui saprà come rimediare.

La A è l’obiettivo mentale di tutte le squadre di B ma ognuno deve considerare anche la propria realtà. La sanità aziendale coincide con la salvezza: solo dopo essere arrivati a 50 punti potremo pensare ai playoff.

Sì, ma non è il momento giusto per dirlo anche perché rischierei di mettergli addosso troppa pressione e poi è Sottili che sa come ottenere il massimo da ognuno: ha l’intelligenza per far dare il massimo ai ragazzi. A differenza dell’anno scorso non ci sono elementi negativi che influiscono sul gruppo con comportamenti scorretti fuori dal campo e, anzi, la nostra è una squadra di sportivi veri: di questo sono felice.

Abbiamo ottimi centrocampisti di qualità e quantità. Certo a Empoli il reparto è stato costruito per l’interdizione ed è mancata la costruzione del gioco funzionale al nostro attacco ma sono scelte che non condanno e so che Sottili si sta già scervellando su come sistemare squadra e centrocampo. Fiducia e incoraggiamento sono le parole che servono adesso mentre ai giocatori dico di non avere paura, di non temere gli avversari e di giocare sempre a viso aperto.

Ce l’abbiamo già perché più di un biancorosso può fare il regista e l’allenatore lo sa: non dobbiamo avere paura di giocare con meno interditori.

Non è mai il singolo a fare la differenza ma il gruppo.

Sette e sono sincero: non potevo aspettarmi una posizione migliore in classifica di questa. Se mi aveste chiesto a giugno qual era la mia più grande paura vi avrei risposto restare impantanato subito nelle zone di bassa classifica.

Lo stesso, visto che è un ottimo allenatore pieno di motivazioni e ha il coraggio giusto per osare.

Nel calcio moderno ci sta. Vi immaginate che cosa succederebbe se io aprissi le porte di Oro in Euro ai miei concorrenti?

Sì, ma non massacrateci alla prima difficoltà.

Punto a ottimizzare tutto l’ottimizzabile nella quotidianità e credo che saranno le strutture la chiave del successo del Varese. Partiamo da un prato verde su cui voglio costruire un centro dove tutte le nostre squadre possano allenarsi, con foresteria, palestra, piscina . È l’unico modo perché il Varese diventi un modello, come l’Empoli, e valorizzi al meglio il vivaio.

I giovani: pensate a Lazaar, migliore a Empoli, o a Barberis che, se giocasse con continuità, saprebbe far vedere al mondo intero le sue buone qualità.

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