Laurenza su Milanese «Esonero atto dovuto»

Il 15 marzo 2014 entrerà nella storia del Varese per un nuovo terremoto. Dieci anni fa, proprio alla stessa data, Beppe Sannino era stato esonerato e al suo posto era arrivato Paolo Beruatto, insieme a Stefano Tacconi, che avrebbe assunto la carica di presidente. Ieri, c’è stato un altro cataclisma perché l’umile ma concreto Padova di Michele Serena ha dato una lezione ai biancorossi, facendo saltare, in un colpo solo, la panchina di Carmine Gautieri e il posto da direttore sportivo di Mauro Milanese.

Per il presidente Nicola Laurenza si è trattato di scelte obbligate: «Gautieri ha stoffa, è un allenatore preparato ma forse sa dare il massimo se viene preso a inizio stagione, quando il mercato è aperto e c’è spazio per aggiustare gli schemi nel ritiro estivo. Se fosse arrivato a luglio ci avrebbe regalato molte più soddisfazioni. Io, però, sono un imprenditore e mi fisso sui numeri: Sottili aveva fatto 20 punti nelle prime 15 giornate, Gautieri 16 in 14 partite». A costare il licenziamento è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: «Il Padova aveva perso 3-0 a Latina. Ieri, invece, sono stati i veneti, penultimi, a rifilare tre gol al Varese. L’esonero è stato una conseguenza dettata dai risultati». Se in panchina rientra Sottili, non arriverà nessun nuovo dirigente a rimpiazzare Milanese: «Il suo esonero – spiega Laurenza – è un atto dovuto. Era stato lui a volere Gautieri al posto di Sottili ma questa scelta si è rivelata controproducente perché il Varese, invece di migliorare e procedere più spedito, ha rallentato. Finiremo il campionato senza d.s. perché mancano appena 13 partite». Crediamo che nome del nuovo direttore sportivo sia quello di Gabriele Ambrosetti: chi meglio di lui – varesino purosangue che ha debuttato da ragazzino in maglia biancorossa – potrebbe raccogliere la carica che fu di Sean Sogliano?

A condannare Gautieri non sono state solo le cifre ma anche alcune decisioni azzardati come quella di accantonare il nazionale Under 20 Luca Forte: settimana scorsa era stato aggregato alla Primavera di Maurizio Ganz e ieri si è dovuto accontentare della tribuna. La scelta è apparsa incomprensibile visto che una società come il Varese deve avere il coraggio di puntare sui giovani. Lo sa bene Stefano Sottili, già al lavoro da stamattina: «Venerdì andiamo a Trapani e poi troveremo al Franco Ossola l’Empoli e il Palermo. È dura ma il Varese venderà cara la pelle».

La partita? Pubblico presto furioso di fronte al nulla: la curva nord espone lo striscione «meno eventi, più allenamenti» mentre gli spettatori degli altri settori invocano il nome di Neto Pereira (in panchina). Il Padova approfitta del clima di contestazione e delle idee confuse degli avversari: Vantaggiato fredda Bressan, il Varese è sommerso dai fischi e da cori eloquenti: «Fuori i c.», «Ci avete rotto il c.». Gli ultrà di casa perdono la pazienza e invitano Gautieri ad andarsene con cori feroci: i capi della curva vanno a cercare in tribuna Nicola Laurenza e, a metà ripresa, il presidente del Varese lascia il suo posto per andare a parlare con loro. Il Padova sfrutta le difficoltà degli avversari e raddoppia al 32’ quando Improta imbecca da destra Melchiorri, sulla cui conclusione c’è anche il tocco di Barberis. I conti si chiudono al 39’: Bressan atterra Melchiorri in area e dal dischetto Vantaggiato non sbaglia.

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