L’avventura di John Blazer

Un thriller made in Varese, nato dalla creatività del giovane aspirante regista Michele Rocchi

Diciannove anni e un sogno nel cassetto: diventare regista. Michele Rocchi, varesino neodiplomato al liceo artistico “Angelo Frattini” di Varese non ha tempo da perdere: sta per presentare a diversi concorsi in Italia e all’estero (con corredo di sottotitoli) il suo film: “John Blazer”, un thriller della Varsa Production, la produzione di cui fa parte insieme a Diego Colombo, Michele Rocchi e Kristian Pjetri, ambientato proprio a Varese.

«Inizialmente volevo scrivere un corto, ma mi è sfuggita la mano ed è diventato un lungometraggio» rivela il giovanissimo regista. In rete sono già disponibili diversi teaser trailer del film, le cui riprese sono iniziate il 15 novembre 2015 e, dopo quattro mesi di pre-produzione, sono terminate ad ottobre di quest’anno.

Ecco la trama: John Blazer è un ragazzo di origine californiana, nato in America, ma venuto in Italia da piccolo, ha 21 anni e studia statistica a Milano. E proprio grazie alla passione per la statistica vince al lotto una certa somma di denaro e decide di dare una festa con gli amici. Il film parte proprio dal risveglio in una piscina, quando John scopre di essere stato drogato e derubato e soprattutto quando riaffiora il suo problema, già curato in giovane età, del disturbo dissociativo dell’identità. Molti i misteri e i colpi di scena di questo film interamente ambientato a Varese, città a cui il regista si sente molto affezionato: «amo la mia città, ci tenevo a mostrarla nel

film, anche mostrare i luoghi abbandonati, il degrado, come le case abbandonate del Campo dei Fiori, la colonia alpina abbandonata, la piscina distrutta e in disuso di Villa Mylius, dove abbiamo girato alcune sequenze, per rendere l’idea del thriller, del noir, anche sotto la neve e con una nebbia perenne». Il Campo dei Fiori si rivela, già prima del remake di Suspiria di Guadagnino che proprio in questi giorni viene girato in loco, un’ambientazione suggestiva ideale per girare film dalle forti emozioni. «Ho scelto toni scuri, tendenti al verde – sottolinea il regista – perchè ispirati ai thriller della Corea del Sud dove usano molto queste tonalità». Oltre all’ambientazione anche il cast è tutto varesino, chi sono i protagonisti?

«Paolo Vanoli interpreta il protagonista John Blazer, il cui nome mi è apparso una notte in sogno, poi ci sono Diego Colombo che veste i panni del detective Grauco che indagherà sul caso e sugli omicidi, Margherita Fontana che è la ragazza di John, Benedetto Floridi, l’amico e Andrea Minidio il padre di John Blazer». Un territorio, quello varesino, ricco di suggestioni, che lo stesso regista ha saputo cogliere, sin dai banchi di scuola: «dovevamo girare un corto sul cyberbullismo insieme all’educatore e critico cinematografico Michele Orlandi, ma io non volevo recitare, perchè volevo fare il regista, così ho girato il corto e ho iniziato a studiare e a scoprire il mondo del cinema, la regia, la fotografia, la settima arte». Dal primo amore è poi nato “Black City”, dal titolo di una canzone dedicata alla città di Torino, un cortometraggio del 2014 diviso in tre capitoli e ambientato a Varese – i primi due capitoli sono disponibili in rete, il terzo è ancora in lavorazione – che ha partecipato alla concorso internazionale di FilmStudio90 “I cortisonici”, con cui il giovane regista Rocchi ha in seguito iniziato a collaborare. Progetti per il futuro, dopo “John Blazer”? «Attualmente sto anche lavorando ad un nuovo lungometraggio dal titolo “Sine Verbis”, di cui però non svelo nulla».