Sarà giovane e duttile il Varese che Stefano Sottili sta plasmando nel ritiro valdostano. Un po’ per ragioni tattiche e un po’ per esigenze di bilancio, ci si è mossi con un obiettivo evidente: avere pochi specialisti e molti jolly, in grado di esprimersi bene in più ruoli e anche in reparti diversi.
Moduli: rombo o 4-2-3-1
Partiamo dai moduli: Sottili giocherà con due schemi, 4-3-2-1 e 4-4-1-1, che potranno a loro volta variare nel 4-3-1-2 a rombo e nel 4-2-3-1. Strade facili e chiare, su cui incamminarsi senza paura. Due i punti fermi: la difesa pari e il trequartista.
In porta se la giocano e : la sensazione è che – subito o cammin facendo – prevarrà la prospettiva di valorizzare una promessa. Il destino di Bressan, all’ultimo anno di contratto, è nelle sue stesse manone: se gioca come due anni fa, quando valeva dieci punti a stagione, nessuno gli toglie il posto.
Quanto alla difesa a quattro, si dice che il Varese sia sulle tracce di un leader alla , o di Terlizzi stesso. Vero solo in parte: non è una priorità, e attendono le prime amichevoli per capire se e come muoversi. Perché sulla carta il reparto potrebbe andar bene così.
A destra ci sono e , a sinistra e . In mezzo, farà da chioccia a e . L’italo-brasiliano di scuola milanista è atteso alla consacrazione dopo l’ottima stagione alla Reggina, in cui ha mostrato doti notevoli: carattere, concentrazione, tecnica. È un anno fondamentale per la sua carriera, deve giocarselo al meglio. L’austriaco, nazionale giovanile di una scuola ai minimi storici, sarà al primo vero impatto col calcio dei grandi.
Direte: e ? Difensore centrale sulla carta e nel curriculum, sì, però centrocampista nella vocazione adulta che il Varese vuol testare. Milanese l’ha preso come elemento alla , Sottili in ritiro lo sta provando nel centrocampo a tre (ci arriviamo tra poco) come vertice basso del rombo. In tema di duttilità, Pucino può spostarsi dalla fascia al centro, idem Franco, mentre può retrocedere dalla mediana come ha già fatto con esiti positivi. Pure , mezzala di qualità, all’occorrenza può abbassarsi con profitto. Tante alternative, dunque, su uno spartito collaudato.
Manuele interditore principe
Le chiavi del centrocampo saranno nelle mani di due uomini. Uno espertissimo, : Sottili non intende impiegarlo alla , poiché l’ex juventino non ha i piedi per fare il regista, bensì come ras e interditore principe. E uno giovanissimo: il gioco passerà da , con Lazaar unico superstite della mitica Primavera di . È la grande scommessa: un ’93 che però dovrà convincere tutti prima del via, visto che salterà per squalifica le prime tre gare di campionato. Barberis ha amichevoli e Coppa Italia per guadagnarsi la chance della vita come regista.
Il terzo centrocampista sarà di qualità: in pole, Rossi e se si tratterà di sfondare ai lati, se sarà necessario un surplus fisico. E Corti? Possibile che l’omino Duracell si ritagli il ruolo di prima alternativa di lusso, senza disdegnare l’opzione difesa.
Poi c’è l’attacco. Si giochi a una o due punte, sarà il festival dei trequartisti.
Le gerarchie di partenza paiono queste: inamovibile, primo complemento, di rincorsa, Zecchin ideale alternativa.
Vox populi: manca il bomber. Verissimo, e gli obiettivi si sanno: è giovane, è in ritiro con una squadra di A e costa un occhio (il Sassuolo chiede un milione per la metà, poi ci sarebbe l’ingaggio: cifre fuori portata); è esperto, fermo e svincolato. Se le pretese si abbasseranno, la prima scelta è il neroverde: altrimenti Milanese è già in contatto con Bonazzoli. Segnano tanto ma sono diversi: il primo è più , attacca la profondità e si tuffa negli spazi; il secondo è più , fa da sponda e gli spazi li crea, il che sarebbe perfetto coi trequartisti in agguato.
© riproduzione riservata













