LE INUTILI CHIAMATE DELLA MOGLIE POI IL CORPO RIVERSO SUL LETTO

GRANDATE Un epilogo tragico per una storia triste. Con queste poche parole si può riassumere la mattinata ad alta tensione di ieri all’Ibis Hotel di Grandate (Como), dove aveva trovato rifugio un ex guardia giurata, evaso dagli arresti domiciliari per alcune rapine e che lunedì aveva messo a segno un altro assalto in provincia di Varese: quando l’uomo ha capito che la polizia lo stava per catturare, si è sparato in fronte un colpo di pistola.
Raffaele Crispino,

37 anni, nato a Napoli e che abitava con moglie e un figlio piccolo a Malgesso (Varese), alle 7.35 ha posto fine alla sua vita, in preda alla disperazione. Ai primi di luglio era stato arrestato dai carabinieri di Besozzo ai quali aveva confessato una rapina a una farmacia e a un ex collega: «L’ho fatto perché ho gravi problemi economici» aveva raccontato per giustificarsi ai militari.
Alle 7.34 due agenti della Squadra volante erano penetrati nella camera 128, utilizzando il passe-partout ma, appena hanno visto che l’uomo che dormiva sul letto si era svegliato e aveva impugnato una pistola, puntandogliela contro, erano corsi all’esterno e pochi istanti dopo avevano sentito uno sparo. Credendo che quel proiettile fosse stato indirizzato contro di loro, hanno lanciato l’allarme e da quel momento sono iniziate tre ore che hanno tenuto con il fiato sospeso le forze dell’ordine e un intero albergo.
L’intero primo piano dell’Ibis Hotel è stato fatto evacuare, decine di turisti soprattutto olandesi, alcuni dei quali erano stati svegliati dallo sparo, non hanno avuto nemmeno il tempo di raccogliere i loro indumenti e sono stati accompagnati nella hall, messi al sicuro in attesa di sviluppi.
Dalla camera numero 128 non proveniva alcun rumore, sul posto è stata fatta giungere anche la moglie di Raffaele Crispino per intavolare quella che doveva essere una trattativa per convincere l’uomo a uscire disarmato: operazioni durante le quali la polizia e i carabinieri hanno preso le massime cautele, come quella di aprirsi un varco nel parcheggio dell’albergo dall’ex statale dei Giovi per evitare di passare nelle vicinanze della sua finestra (comunque tenuta sotto tiro con pistole e mitragliette dagli agenti).
Con il passare dei minuti e per l’assenza di qualsiasi risposta al telefonino come alla porta, alle 10,30 le forze dell’ordine hanno deciso di rompere gli indugi e hanno effettuato l’irruzione nella camera con indosso i giubbotti antiproiettile: alla vista di agenti e carabinieri si è stagliata l’immagine del corpo di Raffaele Crispino, riverso sul letto fra le coperte, con in pugno la pistola calibro 38. L’unico colpo che aveva esploso lo aveva indirizzato contro sé stesso, in fronte.
La moglie aveva denunciato la sua fuga da casa, a Malgesso, dallo scorso 20 luglio. In mattinata i nostri agenti si sono presentati nella camera, sapevano che era armato e quindi hanno preso tutte le cautele del caso: quando ha impugnato la pistola e l’ha puntata contro di loro, sono usciti con la massima urgenza. Lo sparo ha fatto pensare che avesse cercato di colpirli ma la realtà è apparsa chiara solo tre ore più tardi, quando è stata fatta irruzione. Nella camera è stata ritrovata anche una pistola giocattolo, priva di tappo rosso, usata per la rapina del giorno prima e alcuni coltelli».
Guglielmo De Vita

s.bartolini

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