VARESE Quella di Martina e Anna, nomi di fantasia, è una di quelle storie che fanno stringere il cuore. Martina e Anna, rispettivamente all’età di 8 e 3 anni, sono state ripetutamente molestate da un loro parente, all’epoca dei fatti appena tredicenne.
La verità è piombata nella loro casa in provincia di Varese una sera di luglio del 2006, dopo una confidenza fatta da Martina a una sua amichetta che, scossa dal racconto, ha deciso di raccontare tutto alla mamma facendo venire così a galla la terribile verità. «Quando lo abbiamo scoperto è stato tragico – racconta Giulia, la madre delle due bambine – A posteriori posso dire che già prima di sapere cosa accadeva, sia io che mio marito ci eravamo preoccupati per alcuni problemi di salute che presentavano le nostre bimbe. Problemi insoliti per la loro età».
Da allora è partito un iter che non è ancora giunto a compimento. Anni difficili in cui la famiglia di Giulia si è trovata ad affrontare un incubo. Momenti bui che hanno investito anche i genitori delle piccole che hanno pensato anche alla separazione: «Sono stati i momenti più difficili forse – racconta Giulia – Io mi sono stretta alle mie figlie e cercavo il modo migliore per sostenerle e farle sentire al sicuro. Ma con mio marito le cose andavano di male in peggio. Purtroppo, pur rendendomi conto dell’assurdità, non riuscivo a perdonargli il fatto che a violentare le mie bambine fosse stato suo fratello minore. A livello inconscio – dice – non perdonavo nemmeno lui. Non gli perdonavo di essere il fratello di un tale mostro».
Parallelamente alle difficoltà personali, si sono alternati i fatti burocratici che la denuncia di una tale abuso ha innescato. Fatti che hanno provocato anche una reazione violenta da parte della famiglia del ragazzo accusato di molestie. «Per qualche mese, ogni giorno, siamo stati minacciati di morte dai suoi genitori. Sia io che le mie bambine – spiega la madre – Poi hanno cercato di comprare il nostro silenzio con i soldi. Ma non è servito a nulla». Nell’arco di breve tempo, Giulia ha denunciato il 13enne e le pesanti minacce subite. Il caso è finito al tribunale dei minori.
«Da allora la nostra vita è cambiata un’altra volta – racconta Giulia – In un certo senso, noi siamo finiti sotto una lente d’ingrandimento. E, al momento, ancora nessuno ha pagato per le molestie che le mie figlie hanno dovuto sopportare». La famiglia di Martina ed Anna ha dovuto frequentare psicologi, psichiatri e rendere conto ad assistenti sociali. Sempre sotto osservazione. «Per stare più vicino alle bambine ho dovuto lasciare il lavoro e anche mio marito ha cambiato mestiere con una notevole diminuzione di stipendio – racconta Giulia – Mi chiedo: il vero responsabile di questa storia pagherà mai qualcosa? Perché noi stiamo dando tutto».
Benedetta Magistrali
e.marletta
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