VARESE Non paghiamo solo i parlamentari in carica ma anche i vitalizi di chi, per essere stato a Montecitorio o a Palazzo Madama anche per una sola legislatura, si è guadagnato il diritto alla rendita da ex parlamentare. “Onorevoli pensioni” nel senso vero del termine che, in questi giorni, sono al centro del mirino. Anche perché a livello nazionale stiamo parlando di 2.238 persone, tra le quali solo 412 hanno subito una riduzione del 5% in seguito ai tagli alla spesa pubblica. Per essere oggetto di una riduzione di pensione, il parlamentare deve superare i 90 mila euro all’anno di vitalizio, cosa che a Varese è successa in un solo caso dal momento che quella cifra si può raggiungere solo dopo quattro legislature. In ogni caso, con o senza tagli, a Varese gli ex parlamentari costano quasi mezzo milione di euro. Avevamo visto come, con nove parlamentari residenti sul territorio (7 eletti nella circoscrizione e 2 a Milano), quello che la nostra provincia costa in termini di “onorevoli stipendi” è ben più di due milioni di euro. Per i sette ex parlamentari che hanno superato i 60 anni di età e non sono più in carica, e quindi hanno maturato il loro diritto al vitalizio, la cifra è di poco inferiore ai 500 mila. La parte del leone la fa l’ex senatore della Dc (già ministro e famoso per avere inventato la protezione civile) Giuseppe Zamberletti, che vanta 32 anni di permanenza in parlamento (circa sette legislature non complete) e ha maturato il diritto a un asseggno mensile di 9.947 euro. In un anno fanno 119.364 euro. Subito dopo di lui, i più longevi parlamentari sono tre, un socialista, una comunista e un missino. L’ex socialista Andrea Buffoni, di recente candidato sindaco a Gallarate per l’Unione italiana, per il Psi era stato alla Camera 15 anni, ovvero per tre legislature. Il suo assegno mensile è di 6.590 euro, 79.080 euro all’anno. Segue Giovanni Pellegatta, presente alla Camera per 15 anni (tre legislature) per l’Msi-An. Stesso
trattamento economico: 6.590 euro al mese, per un importo annuale di 79.080 euro. Nell’elenco, pubblicato sul sito dell’Espresso, i dati sono aggiornati al 13 febbraio 2007. Per questo motivo, non compare un’altra stipendiata d’oro della provincia di Varese, l’ex senatrice del Pci prima e dei Comunisti italiani poi Maria Pellegatta. La Pellegatta è stata tra banchi del Pci della Camera durante la VI e VII legislatura. Per poi tornare, al Senato, durante l’ultimo governo Prodi per il Partito dei comunisti italiani. Il suo vitalizio non compare perché quando la tabella venne realizzata, si era alla metà della legislatura Prodi. Quindi, essendo in carica, il vitalizio che aveva iniziato a percepire per le due precedenti legislature, le era stato bloccato. Oggi, cumulando le tre legislature, sebbene l’ultima di solo due anni, dovrebbe prendere come Buffoni e Pellegatta, ovvero 6.590 euro al mese per 79.080 all’anno. Residente a Varese città è anche l’ex senatore del Pci Claudio Donelli, in Senato per 10 anni, ovvero due legislature. Oggi il suo assegno mensile è di 4.725 euro, per 56.700 euro all’anno. Donelli è ancora attivo politicamente e milita oggi nelle fila nel Pd. Alle ultime comunali ha fatto parte della commissione di saggi che ha dovuto verificare la moralità delle candidatura all’interno della lista del Partito democratico. Infine un ex senatore e un ex deputato da una sola legislatura. In Senato sedeva per il Pci Francesco Pintus, il quale fece anche parte della Commissione d’inchiesta sulla Loggia P2. Pintus, originario della Sardegna, è varesino d’adozione e in città ha ricoperto l’incarico di assessore provinciale all’ambiente dal 2002 al 2007. Il suo assegno mensile è di 3.108 euro per un totale annuale di 37.296 euro. Infine Renzo Tosolini, esponente di Alleanza Nazionale, per la quale fu deputato, eletto nel collegio di Busto, nel 1996, e vi rimase per una legislatura. Anche lui ha un assegno mensile che ammonta a 3.108 euro per 37.296 euro all’anno. Tosolini, noto imprenditore di Gallarate, si è poi candidato alle Europee nel 2004. Marco Tavazzi
s.bartolini
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