Le Poste vendono Gratta e Vinci E And Varese chiude il conto

VARESE Le Poste vendono i gratta e vinci, e l’associazione And si ribella chiudendo il conto.

Il direttivo ha deciso che le finalità associative non sono conciliabili con la scelta di tenere i propri soldi sul conto di un ente che propone le forme di gioco contro cui gli aderenti combattono.

L’associazione infatti si occupa proprio di assistere e curare le vittime di dipendenze e di contrastare tutte le forme di gioco d’azzardo che ne sono in buona parte la causa.

«Da quando Poste Italiane ha deciso di vendere i gratta e vinci – fanno sapere in una nota – l’associazione Azzardo e nuove dipendenze, che da anni si batte contro il gioco d’azzardo, ha deliberato l’incompatibilità di tenere il proprio conto corrente in questo ente, un tempo tra i luoghi più vicini ai cittadini e ai loro interessi, vera e propria istituzione sociale del territorio, e oggi invece pronto a prendere d’assalto le tasche sempre più vuote di pensionati e casalinghe che fiduciosamente ancora si recano agli sportelli per compiere operazioni in denaro».

Sfruttando la clientela che entra per fare operazioni semplici come pagare le bollette o spedire una raccomandata, gli uffici postali vendono alle fasce più deboli e a rischio della popolazione i tagliandi dei cosiddetti “giochi a premi”, quasi fossero una tabaccheria. «Il colmo – racconta Daniela Capitanucci, presidente dell’associazione – è stato raggiunto alcuni mesi fa quando un’ignara e solerte impiegata di un ufficio postale della provincia varesina ha offerto insistentemente un tagliando di lotteria istantanea al tesoriere dell’associazione al termine di una operazione bancaria».

Assurdo, secondo loro, tanto che alla prima riunione del consiglio direttivo hanno deciso di tagliare i ponti con le Poste. «Da quell’episodio è seguita una riflessione culminata con la decisione di recidere il rapporto fiduciario con Poste Italiane ormai venuti meno i presupposti dello stesso, al fine di aprire un nuovo conto in un altro istituto con più idonei requisiti etici».

L’associazione si augura che le Poste si attivino presto per l’operazione di trasferimento dei soldi e di chiusura del conto, «dal momento che risulta per And imbarazzante che il proprio nome sia associato a un ente che tratta allo stesso modo i servizi postali, finanziari e i gratta e vinci».

s.bartolini

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