«Le prendono anche di giorno»: a Monteviasco cresce la preoccupazione per il lupo

Giordano Tosi, allevatore di Monteviasco, racconta le difficoltà causate dalle predazioni e chiede maggiore supporto per chi opera nelle aree montane.

La presenza del lupo sulle montagne della provincia di Varese è ormai una realtà consolidata. Negli ultimi anni avvistamenti e segnalazioni si sono moltiplicati nelle aree alpine e prealpine del territorio, in particolare nelle zone di confine con il Piemonte e la Svizzera. Un ritorno che gli esperti considerano un segnale positivo per la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi, ma che allo stesso tempo sta creando crescenti difficoltà per chi vive e lavora in montagna.

Tra questi c’è Giordano Tosi, allevatore di Monteviasco, il piccolo borgo del Luinese immerso nei boschi della Val Veddasca. Da quattordici anni si dedica all’allevamento di capre e da oltre un anno deve fare i conti con la presenza sempre più frequente del grande predatore.

Il bilancio delle predazioni registrate negli ultimi mesi è pesante: sette capre perse tra animali ritrovati senza vita e altri mai più rintracciati dopo gli attacchi. Un danno che non si limita all’aspetto economico, ma coinvolge anche il lavoro e l’impegno necessari per allevare ogni singolo animale.

Le conseguenze delle aggressioni, infatti, non riguardano soltanto gli esemplari predati. In diversi casi gli animali, spaventati dall’attacco, si sono allontanati dal pascolo senza fare ritorno. Alcuni sono stati recuperati solo dopo molte ore, altri risultano ancora dispersi.

Le predazioni non avverrebbero esclusivamente durante la notte. L’ultimo episodio risalirebbe a circa un mese e mezzo fa e sarebbe avvenuto in pieno giorno, confermando una presenza del lupo sempre più costante nell’area.

Per limitare i rischi, negli ultimi mesi è stato necessario ridurre il numero di animali lasciati al pascolo e proteggere maggiormente i capretti più giovani, tenendoli in stalla. Una scelta che però comporta cambiamenti significativi nella gestione quotidiana dell’allevamento.

Uno degli aspetti più complessi riguarda l’applicazione delle misure di prevenzione suggerite dagli esperti. Il territorio di Monteviasco, caratterizzato da pendii ripidi, boschi e aree rocciose, rende infatti particolarmente difficile l’installazione di recinzioni efficaci. Anche l’impiego dei cani da guardiania presenta criticità, soprattutto in una zona frequentata durante tutto l’anno da escursionisti e turisti.

Da parte degli allevatori emerge quindi la richiesta di un maggiore supporto istituzionale, attraverso strumenti e interventi che consentano di affrontare una situazione destinata a diventare sempre più frequente.

Secondo i monitoraggi effettuati negli ultimi anni, il Varesotto rappresenta un’area di passaggio e di presenza stabile per alcuni esemplari provenienti dalle Alpi occidentali e dalla vicina Svizzera. Sebbene non siano stati ufficialmente certificati branchi stanziali sul territorio provinciale, le numerose segnalazioni e i casi di predazione registrati confermano una presenza ormai consolidata del lupo nelle zone montane.

Una convivenza che continua a rappresentare una delle principali sfide per il futuro delle attività agricole e zootecniche delle montagne varesine, chiamate a trovare un equilibrio tra la tutela della fauna selvatica e la salvaguardia delle produzioni locali.