Le voci a caldo dei protagonisti

parla al termine della partita. “Io non mi arrabbio mai con gli altri, solo con me stesso. Questa è la festa del signor Bettinelli, perché Stefano è un signore. Farò di tutto nella mia carriera per portarlo via. È una persona speciale, che ti conquista con gli occhi. Ma il merito è anche dei ragazzi, che hanno sofferto tanto”. E ancora: “Sono qui da 43 giorni, sono stato minacciato dopo appena tre giorni quando ero davanti a scuola con mia figlia. Ho vissuto comunque questo periodo in maniera

splendida, non facendomi mancare nulla. Ce l’abbiamo fatta, siamo salvi e questa è una grande cosa”. Ambrosetti che farà ora? “Prendo la macchina e andrò a ringraziare i miei genitori e il Peo che non ci sono più e poi andrò a casa dai figli. E domani è un altro giorno”. È amaro il suo sfogo. “Sono stato deriso quando ho deciso di prendere Bettinelli”. Ma cosa significa che farà di tutto per portarlo via? “Io non vado via da Varese se non mi cacciano, io sono di Varese”.

Poi : “Avevo promesso che avrei portato la missione in porto e così ho fatto. Sono arrivato che eravamo in C2, ho portato la squadra a lottare per la A e poi a questa salvezza. Non so cosa farò il prossimo anno, ma non mi farò più massacrare”.

Stefano festeggia, negli spogliatoi, la salvezza appena conquistata al termine di questi playout e celebrata a fine partita dai suoi giocatori con le magliette “Grazie Betti”. “Posso dire solo che dopo la nascita di mio figlio Alessandro questa sia la mia gioia più grande”. Soddisfazione maggiore? L’essere tutti uniti, l’abbraccio dei giocatori, che non mi aspettavo”. Ambrosetti la porterà via? “Non lo so, con lui non ho parlato. È stato il primo che ha creduto in me, lo ringrazio davvero, sono legato a lui da grande affetto”.

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