VARESE La pazienza della Lega Nord è finita. E se il Pdl non si rimette in riga a Varese, le conseguenze potrebbero essere spiacevoli. «Non certo per noi – ironizza il segretario provinciale Maurilio Canton – Perché se c’è qualcuno attaccato alle poltrone, non siamo noi».
Siamo a Varese, nella sede storica dei lumbard di piazza Podestà. È martedì sera, si sta per svolgere la consueta riunione dei militanti della sezione. Ma prima di iniziare, c’è un argomento più urgente da affrontare. Ovvero i continui attacchi sferrati dal Pdl contro l’assessore leghista all’Urbanistica Fabio Binelli.
Davanti ai militanti, si schierano Canton, il segretario cittadino Marco Pinti e lo stesso Binelli per dare il definitivo altolà alle ingerenze degli alleati. «Il messaggio dev’essere chiaro – esordisce Canton – Binelli non si tocca. La segreteria provinciale del partito è al suo fianco e ha la piena fiducia nel suo operato. La posizione di Binelli non è isolata, ma condivisa in pieno dalle linee guida provinciali. Che non possono prescindere dal preservare l’ambiente e dal favorire le riqualificazioni delle aree dismesse, piuttosto che occupare nuovi terreni».
Insomma, un’attività non aggressiva verso il territorio. «Una posizione di buonsenso – dice – motivo per cui mi chiedo, quando vedo questi attacchi sulla stampa, se abbiamo di fronte persone che fanno politica veramente, oppure qualcuno un po’ “fresco e inesperto”».
Binelli prende la parola: «Occorre capire che l’elemento che dà fastidio agli alleati non sono io, ma la Lega in generale. Perché se riuscissero a cacciare me dalla giunta, dopo di me ne arriverebbe un altro, con le stesse idee di difesa del territorio».
E qui Canton: «Non si porrà mai il problema. Perché Binelli non si tocca». E se succedesse? «La Lega ha firmato un patto con gli elettori e vuole rispettarlo. Ma se il Pdl, o una sua parte, dovesse porre in essere azioni tali per cui l’amministrazione non sarà più in grado di rispettare gli impegni presi, mettendo Fontana in difficoltà, è semplice. Non ci impiegheremo tanto per farci sentire prima, farci vedere poi e in ultima analisi salutarci e ridare la parola agli elettori. Non ci sono dubbi che la Lega Nord, quando un governo non funziona più, non è la forza che vuole rimanere attaccata alle poltrone».
E il segretario cittadino Pinti: «È un dato di fatto che se dovessimo votare domani, le proporzioni a Varese cambierebbero di molto. Già alle ultime elezioni ci hanno diviso dal Pdl solo poche centinaia di voti. Si rassegnino. Il Pdl non è più da tempo il partito di maggioranza». In compenso, c’è la possibilità di andare avanti: «Dopo l’ultimo incontro di maggioranza, i loro vertici hanno ribadito la lealtà nei nostri confronti. Ci siamo dati una stretta di mano. E in Lega questo vale ancora. Vedremo come si comporteranno».
«C’è da dire che nel Pdl ci sono troppe correnti – accusa l’assessore Sergio Ghiringhelli – e la posizione di una non è quella dell’altra. Troppe volte hanno fatto pesare sull’amministrazione i loro scontri interni. Quello che vorremmo è avere da parte loro un interlocutore unico, che rappresenti tutto il partito».
Ed è di Binelli la sferzata finale verso il suo principale accusatore, il capogruppo del Pdl Ciro Grassia: «Forse non riesce a rappresentarli tutti».
Marco Tavazzi
s.bartolini
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