Legalità, trecento studenti in marcia a Varese per ricordare Falcone e le vittime di mafia

Il titolo scelto per l’edizione 2025 riprende una frase di Falcone: “La mafia teme più la scuola che la giustizia” (foto d'archivio)

VARESE – Un corteo attraversato da bandiere, fasce tricolori e centinaia di studenti ha animato il centro di Varese nella mattinata di sabato 23 maggio. La città ha ospitato la seconda edizione della Marcia della Legalità, organizzata dal Comune insieme all’associazione UCIIM in occasione della Giornata Nazionale della Legalità e del 34° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Circa 300 ragazze e ragazzi delle scuole del territorio hanno preso parte all’iniziativa insieme ai giovani sindaci della Rete Interistituzionale Provinciale. Il corteo ha raggiunto il Palazzo di Giustizia dopo aver attraversato le vie del centro storico. In apertura le studentesse e gli studenti-sindaco con i sindaci del territorio in fascia tricolore.

Al Tribunale si sono svolti gli interventi istituzionali. La presidente del Tribunale Mariolina Panasiti ha ricordato il lavoro di Giovanni Falcone e il valore della formazione nelle scuole. Il sostituto procuratore Pietro Bernardoni e il vicario del prefetto hanno portato il saluto delle istituzioni.

Sono intervenuti anche il senatore Alessandro Alfieri, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente della Provincia Marco Magrini e il sindaco di Varese Davide Galimberti. Un rappresentante di Libera ha letto i nomi delle vittime di mafia. A chiudere la manifestazione è stato Massimo Caponnetto, figlio del giudice Antonino Caponnetto.

Il titolo scelto per l’edizione 2025 riprende una frase di Falcone: “La mafia teme più la scuola che la giustizia”. Un messaggio che ha accompagnato l’intera giornata dedicata al ruolo dei giovani nella diffusione della cultura della legalità.