PARIGI – Da venerdì 25 a lunedì 28 settembre, Leone XIV sarà in Francia. Il programma prevede tre tappe: Parigi, Lourdes e Metz. Tre luoghi con significati differenti.
Nella capitale, il Papa incontrerà anche la realtà delle banlieue, segnata dalla presenza di milioni di immigrati. Un contesto presentato come problematico, ma anche come risorsa. A Lourdes il centro sarà invece la sofferenza. Malati e persone fragili saranno al centro di una dimensione fondata su carità, preghiera e sollievo.
La terza tappa porterà Leone XIV a Metz. Qui il riferimento sarà Robert Schuman, considerato tra i padri dell’integrazione europea insieme ad Adenauer e De Gasperi. Un omaggio all’Europa come costruzione comune, in un momento nel quale l’Unione è oggetto di forti critiche.
Il pontefice mantiene distinta la dimensione religiosa da quella politica. Ma il viaggio arriva in una fase nella quale i due piani finiscono inevitabilmente per avvicinarsi. Il messaggio atteso resta improntato all’accoglienza, all’inclusione e al rifiuto dell’emarginazione.
Al centro c’è l’unità nella diversità. Non una cancellazione delle differenze, ma il loro impiego come elemento di convivenza. Per Leone XIV, l’unità è inoltre legata alla pace e alla possibilità di evitare nuovi conflitti.
Resta infine il tema dell’anima. È questa, secondo l’impostazione del viaggio, la dimensione da riportare al centro: la persona, la fraternità e il valore umano in una società sempre più segnata da rapporti impersonali.













