Roma, 8 apr. (TMNews) – Il governo di Berlino, finora fortemente contrario a qualsiasi coinvolgimento militare in Libia, si è detto pronto a inviare soldati della Bundeswehr in Libia per partecipare a missioni militari a scopo umanitario. La svolta della Germania è stata annunciata ieri dal ministro degli Esteri Guido Westerwelle, secondo il quale restano presupposti imprescindibili l’esplicita richiesta delle Nazioni unite e il voto favorevole del Parlamento. Il contributo tedesco dovrebbe consistere nell’invio di navi della Marina tedesca per il trasporto di profughi o per scortare i rifornimenti di beni alimentari e medicinali, precisa lo Spiegel.
L’annuncio tedesco arriva proprio mentre i vertici della Nato stanno intensificando i loro sforzi per chiedere un maggiore impegno agli alleati. Anche il governo italiano potrebbe essere chiamato presto a decidere un incremento degli aerei da combattimento per la missione dell’Alleanza in Libia, con la contemporanea autorizzazione a bombardare. Il nostro rappresentante in Cirenaica, Guido de Sanctis, è stato convocato ieri con i colleghi britannico e francese dal responsabile della politica estera del Consiglio nazionale di transizione, Ali al Isawi.
“Ai tre è stato detto che le forze di Gheddafi si sono avvicinate e possono sfondare su Bengasi. Il Consiglio ci chiede di intervenire affinché la Nato colpisca dal cielo”, ha confermato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, dal Corriere della Sera. Ma sollecitazioni in tal senso sono arrivate anche dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che ha sondato ieri sera al telefono il ministro degli Esteri Franco Frattini, e dagli Stati Uniti.
La stessa richiesta è stata avanzata dalla Nato anche al governo britannico che, in conseguenza di ciò, potrebbe rivedere la sua politica di tagli al budget della Difesa. “I cambiamenti” a cui starebbe pensando il primo ministro David Cameron, secondo Sky News, “includono anche un ripensamento del piano che prevede il taglio degli aerei Tornado della Raf e dei velivoli per la sorveglianza e la ricognizione”.
Intanto, uno dei comandanti militari dei ribelli libici, il generale Abdul Fatah Yunis, ha ammesso per la prima volta che i combattenti dell’opposizione al regime di Muammar Gheddafi hanno ricevuto armi da paesi stranieri. Secondo quanto si legge sull’emittente panaraba al Jazeera, si tratterebbe di armi anticarro del Qatar.
Coa-Fcs
© riproduzione riservata










