Roma, 2 set. (TMNews) – La comunità internazionale ha ribaditoil suo sostegno al Consiglio nazionale di transizione degli insorti in Libia, decidendo alla Conferenza internazionale all’Eliseo di scongelare circa 15 miliardi di dollari degli asset del regime di Muammar Gheddafi bloccati in tutto il mondo. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente francese Nicolas Sarkozy, al termine della Conferenza di Parigi . Sarkozy è comparso davanti alla stampa a fianco del premier britannico David Cameron, dei leader del Cnt Mustafà Abdul Jalil e Mahmoud Jibril, del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e dell’emiro del Qatar, Hamad Ben Khalifa Al Thani, e ha annunciato che i raid della Nato continueranno finché Muammar Gheddafi rappresenterà una minaccia per il suo popolo.
Ci siamo accordati per la prosecuzione dei raid della Nato finché Gheddafi e i suoi sostenitori saranno una minaccia per la Libia”, ha dichiarato il presidente francese, mentre il segretario generale dell’Alleanza, Anders Fogh Rasmussen, ha precisato che le operazioni continueranno fino a quando necessario, fino a che c’è una minaccia per i civili”.
Alla conferenza ha partecipato anche il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, che ha ricordato come l’Italia abbia riaperto l’ambasciata a Tripoli, “scongelato 500 milioni di euro e chiesto all’Onu di scongelare 2,5 miliardi di euro”.
Il Consiglio nazionale di transizione – che oggi ha annunciato una proroga di una settimana, fino a sabato 10 settembre, dell’ultimatum a Gheddafi – ha lanciato da parte sua un appello alla “riconciliazione”. “Ho un messaggio per il popolo libico: abbiamo scommesso su di voi e la comunità internazionale ha scommesso su di voi. Tutto è nelle vostre mani per realizzare qual che avevamo promesso: stabilità, pace e riconciliazione”, ha detto Jalil.
Ma Gheddafi, parlando prima dell’inizio della conferenza in un messaggio audio, di cui estratti sono stati diffusi dalla televisione siriana Arrai, ha continuato a promettere resistenza e guerra: “Noi non ci arrenderemo. Non siamo donne e proseguiremo a combattere”, ha detto, “se la Libia brucia chi potrà governarla? Che bruci”.
Est/Rcc
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