Roma, 28 feb. (TMNews) – Mentre a Ginevra si è tenuto un summit internazionale a livello dei ministri degli esteri Onu e l’Unione Europea vara la sue sanzioni, la Casa Bianca apre all’ipotesi di un esilio di Muammar Gheddafi e il Pentagono si muove per posizionare le proprie forze nella regione in vista di un possibile intervento. Il rais da parte sua rilascia un’intervista alla Bbc nella quale afferma: “Il popolo mi ama e sarebbe disposto a morire per me”.
I rivoltosi libici sembrano iniziare a muoversi verso la zona occidentale del Paese per unirsi alle forze di opposizione presenti nei pressi di Tripoli e lanciare l’assalto alla capitale. Secondo un sito vicino ai servizi segreti israeliani, consiglieri militari Usa e europei sarebbero già in Cirenaica per aiutare i ribelli; cinquanta persone sarebbero invece morte in un bombardamento aereo nei pressi della città di Misurata.
L’Unione Europea ha adottato nel primo pomeriggio un embargo sulle armi dirette alla Libia, oltre al congelamento dei beni e il blocco dei visti contro il leader libico Muammar Gheddafi e altri 25 funzionari del suo entourage.
L’Unione Europea sta inoltre pensando all’ipotesi di convocare un vertice straordinario “nel fine settimana” con i capi di Stato e di governo dei Ventisette sulla crisi libica, dopo una richiesta in tal senso del presidente francese Nicolas Sarkozy.
Gheddafi sta usando “mercenari e teppisti” contro i civili. A ribadirlo è stata Hillary Clinton, al Consiglio dei diritti umani dell’Onu in corso a Ginevra, in Svizzera. Il segretario di Stato americano ha poi aggiunto: “Per la gente in Libia è ormai chiaro: è tempo che Gheddafi vada via. Ora. Senza ulteriori violenze”. Clinton ha poi chiesto che siano preparate “delle misure supplementari” per mettere fine alle violenze in Libia, senza che alcuna opzione “sia esclusa dal tavolo”. “I libici dovrebbero poter formare il loro governo” e noi “dobbiamo sostenere la transizione nel mondo arabo: questo deve essere il nostro imperativo” ha aggiunto.
Gli Stati Uniti stanno “riposizionando” forze navali e aeree per essere preparati a qualunque evenienza riguardo a possibili interventi legati alla situazione in Libia; Clinon ha tuttavia escluso l’ipotesi che unità navali statunitensi vengano coinvolte in azioni di tipo militare.
“L’esilio è sicuramente una possiblità” per il leader libico Muammar Gheddafi: a dirlo è stato il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, lunedì, ripetendo che “Gheddafi deve farsi da parte”. Il governo Usa sta anche valutando se imporre una zona di interdizione al volo sulla Libia. Intanto, Carney ha rivelato che Washington “sta attivamente dialogando con quanti in Libia stanno lavorando per arrivare a un governo” che rispetti i diritti del popolo libico.
“Tutto il popolo mi ama. Sarebbe disposto a morire per proteggermi”: il Colonnello, che ha parlato a Tripoli a un piccolo gruppo di giornalisti, ha detto di “sentirsi tradito” da quelle nazioni occidentali con cui aveva costruito “un solido rapporto negli ultimi anni”, accusandole di voler “colonizzare la Libia”. Gheddafi ha poi ripetuto che i manifestanti sono sotto “l’effetto della droga” fornita da “al Qaida”.
Mgi
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