Libia/ Gheddafi sfida Occidente,Usa prudenti su no-fly zone

Libia/ Gheddafi sfida Occidente,Usa prudenti su no-fly zone

Roma, 2 mar. (TMNews) – Nuovo show televisivo di Gheddafi, con
accuse ad al Qaida e alle potenze occidentali, e minacce di
“migliaia di morti” in caso di attacco e di ripercussioni
economiche (“daremo il petrolio a Cina e India”), nel giorno
della controffensiva delle forze a lui leali nell’est del Paese, supportata dai jet libici. E a proposito della possibile imposizione di una no-fly zone per evitare gli attacchi contro i manifestanti, gli Stati Uniti restano “molto prudenti”, facendo capire che una decisione in merito è “ancora lontana”.

Muammar Gheddafi ha tenuto oggi un fluviale
intervento alla cerimonia per il 34esimo anniversario della
Jamahiria islamica. Il Colonnello ha introdotto il suo discorso
dicendo che “il potere è nelle mani del popolo, sfido chiunque a
dimostrare il contrario”. E sfidando la Nato, gli europei
e l’America, Gheddafi ha minacciato “migliaia di morti” in caso di intervento militare. “Vogliono rioccuparci per prendere il nostro petrolio” ma la Libia, ha detto, è pronta a sostituire le compagnie petrolifere occidentali con quelle di Cina e India.

Gheddafi ha anche attaccato l’Italia, ricordando di averla costretta a “inginocchiarsi” e a chiedere “scusa per la dominazione coloniale”. Rivolgendosi al Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha quindi aggiunto: “Berlusconi ha detto che non controllo più il Paese? Si ricordi che la famiglia Gheddafi è la Libia!”.

Gli Stati Uniti sono “ancora lontani” da una decisione sulla possibile imposizione di una no-fly zone sulla Libia in risposta alla repressione attuata dal regime di Gheddafi. Lo ha detto il segretario di Stato, Hillary Clinton, durante un’audizione al Congresso. “C’è molta prudenza riguardo alle azioni che potremmo intraprendere” ha detto Clinton, tracciando un paragone con i conflitti balcanici di fine anni Novanta, quando si decise “che una tale zona sarebbe stata nell’interesse della pace e della stabilità nella regione” e gli Stati Uniti, insieme agli alleati della Nato, si incaricarono di farla rispettare. Ma non si è ancora a questo punto con la Libia, ha detto Clinton.

Va avanti da ore la battaglia tra forze leali a Muammar Gheddafi e rivoltosi nella città di Brega, nell’est della Libia. Secondo la Afp, due missili sarebbero stati lanciati, nel pomeriggio, nella zona dell’università, teatro degli scontri più duri. Non ci sarebbero vittime. La situazione è però piuttosto confusa e secondo l’inviato del ‘Guardian’ non è chiaro, al momento, se i ribelli abbiano ancora il controllo della cittadina. Per la Bbc, invece, a Brega non ci sarebbero più truppe fedeli a Gheddafi; alcune fonti, inoltre, riferiscono alla Bbc di almeno quattro morti.

Il portavoce della lega libica per i diritti dell’uomo, Ali Zeiden, oltre ad avanzare un bilancio di almeno 6.000 morti, ha detto oggi a Parigi che nel paese, al soldo di Gheddafi, sono presenti almeno 25.000 mercenari, “ma non sono stati ancora tutti dispiegati sul terreno”.

Pca

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