Libia/ La Nato non si scusa con i ribelli per morti civili

Libia/ La Nato non si scusa con i ribelli per morti civili

Roma, 8 apr. (TMNews) – La Nato non intende scusarsi con i
ribelli del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi per il
fuoco amico che ha provocato la morte di diversi combattenti
dell’opposizione a Brega, perché al momento non si ritiene responsabile dell’errore che ha provocato le vittime. Lo ha detto oggi l’ammiraglio Russell Harding, vice comandante dell’operazione Unified Protector della Nato, nel corso di una conferenza stampa. I raid compiuti ieri dall’Alleanza atlantica su alcune città della Libia “potrebbero avere ucciso molti ribelli” di Bengasi, ha ammesso l’ammiraglio, che però ha spiegato di volere attendere notizie più certe dagli inquirenti della Nato, prima di fornire “una risposta ben dettagliata” sul numero delle vittime.

Sempre oggi, per bocca della sua portavoce Oana Lungescu, la Nato ha spiegato che colpire gli obiettivi prefissati “senza provocare vittime civili è molto difficile”, anche perché i militari fedeli a Muammar Gheddafi stanno utilizzando i civili “come scudi umani”. Da qui, l’importanza di trovare una rapida “soluzione politica al conflitto”, che non può non passare dalla “fine delle violenze e dall’immediata transizione verso un potere democratico”, ha aggiunto la portavoce. L’Alleanza però “rifiuta l’idea di una fase di stallo politica e militare” in Libia e intende proseguire la sua missione che “è quella di proteggere la popolazione civile”.

Nel frattempo il governo di Berlino, finora fortemente
contrario a qualsiasi coinvolgimento militare in Libia, si è
detto pronto a inviare soldati della Bundeswehr in Libia per
partecipare a missioni militari a scopo umanitario. La svolta
della Germania è stata annunciata ieri dal ministro degli Esteri
Guido Westerwelle, secondo il quale restano presupposti
imprescindibili l’esplicita richiesta delle Nazioni unite e il
voto favorevole del Parlamento. Il contributo tedesco dovrebbe
consistere nell’invio di navi della Marina tedesca per il
trasporto di profughi o per scortare i rifornimenti di beni
alimentari e medicinali, precisa lo Spiegel.

L’annuncio tedesco è arrivato proprio mentre i vertici della Nato stanno aumentando i loro sforzi per chiedere un maggiore
impegno agli alleati. Anche il governo italiano potrebbe essere
chiamato presto a decidere un incremento degli aerei da
combattimento per la missione dell’Alleanza in Libia, con la
contemporanea autorizzazione a bombardare. Il nostro
rappresentante in Cirenaica, Guido de Sanctis, è stato convocato
ieri con i colleghi britannico e francese dal responsabile della
politica estera del Consiglio nazionale di transizione, Ali al
Isawi, che ha chiesto che i tre Paesi intervengano presso la Nato per far intensificare i raid aerei.

Intanto, uno dei comandanti militari dei ribelli libici, il
generale Abdul Fatah Yunis, ha ammesso per la prima volta che i
combattenti dell’opposizione al regime di Muammar Gheddafi hanno
ricevuto armi da paesi stranieri. Secondo l’emittente panaraba al Jazeera, si tratterebbe di armi anticarro del Qatar.

Ape

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