Roma, 5 ago. (TMNews) – Le autorità di Tripoli hanno smentito
la morte di Khamis Gheddafi, figlio del leader libico Muammar,
che secondo fonti ribelli era stato ucciso in un bombardamento
della Nato su Zliten.
“Le informazioni relative alla morte di Khamis in un raid aereo della Nato sono delle tristi menzogne destinate a nascondere la morte di civili in una città pacifica”, ha dichiarato il portavoce del governo di Tripoli, Moussa Ibrahim.
La notizia della morte del figlio di Gheddafi era stata annunciata dai ribelli citando fonti dei propri servizi segreti, ma non era staat confermata né dalla Nato né dalla Francia:
“Ricordo che la Nato applica una risoluzione del Consiglio di
Sicurezza e protegge i civili dagli attacchi del regime di
Gheddafi: le incursioni, che hanno unicamente obbiettivi
militari, si effettuano in questo contesto”, ha spiegato una
portavoce del Ministero della Difesa di Parigi.
La Nato da parte sua ha confermato di aver condotto questa notte
due incursioni aeree, colpendo un deposito munizioni dentro la
città e un comando della polizia militare sei pressi della linea
del fronte, ma non ha confermato la notizia della morte di
Khamis: “Non prendiamo di mira degli individui in particolare e
esaminiamo con attenzione ogni rapporto su eventuali vittime
civili”, ha riferito un portavoce militare della Nato.
Secondo fonti ribelli il 28enne Khamis si trovava fra le 32 vittime che sarebbero state causate dalle incursioni: ufficiale di carriera, diplomato all’accademia di guerra russa, Khamis Gheddafi comanda una delle brigate d’elite dell’esercito libico e dirige le operazioni sul fronte di Zliten.
(fonte Afp)
Mgi
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