Libia/ Non c’è accordo su ruolo Nato, bombe su bunker Gheddafi

Libia/ Non c’è accordo su ruolo Nato, bombe su bunker Gheddafi

Roma, 24 mar. (TMNews) – Nessun accordo è stato raggiunto sul ruolo della Nato in Libia, mentre i raid aerei contro le forze di Gheddafi salgono di intensità, neutralizzando, di fatto – secondo il capo della Raf britannica – l’aviazione di Gheddafi. Ieri in serata Al Arabiya ha diffuso la notizia di un bombardamento sul quartiere generale di Muammar
Gheddafi, a Tripoli.

Gli ambasciatori permanenti dei paesi membri della Nato continuano a discutere e negoziare, a Bruxelles, una possibile formula che riesca a conciliare con qualche forma di coordinamento, se non di comando unico, le operazioni militari per l’attuazione di due diversi paragrafi della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla Libia: la ‘No-fly zone’ (paragrafo 6), da una parte, e dall’altra “tutte le misure necessarie per proteggere i civili e le aree popolate da civili sotto attacco” da parte del regime di Gheddafi (paragrafo 4). Ma nessun accordo è stato raggiunto.

Qualora si finisse per dare luce verde al coinvolgimento dell’Alleanza, il coordinamento verrebbe effettuato dal comando Nato di Napoli, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche francesi; finora, la Nato ha accettato solo l’incarico della sorveglianza navale dell’embargo sulle armi alla Libia, missione sotto comando italiano. Sei sono le unità impegnate nell’operazione battezzata “Unified Protector”, che si trovavano già nelle acque internazionali al largo delle coste libiche, e sono appoggiate da una copertura aerea; le navi non entreranno comunque all’interno delle acque territoriali libiche.

Parlando al Senato, intanto, Frattini ha spiegato: “I nostri atti erano tesi a un unico obiettivo: quello di impedire che la primavera del Mediterraneo fosse soffocata nel sangue. Non si tratta di fare la guerra, ma di impedire la guerra. Di portare aiuto a chi subisce un’azione bellica indiscriminata. Per questo è necessario l’uso della forza, sancito dall’Onu” ha dichiarato Frattini.

Sul terreno, la coalizione alleata sembra intensificare le sue azioni contro le truppe del regime. Attaccate ieri le forze di Gheddafi a Misurata, Ajdabiya e Zenten. Si fa anche più concreta la possibilità di un’azione contro le truppe guidate dal figlio di Gheddafi, Khamis.

In serata, una forte esplosione è avvenuta in una base dell’esercito libico, una trentina di chilometri a est di Tripoli. Alcuni testimoni hanno visto delle fiamme sollevarsi dalla base militare, situata nella regione di Tajoura, già presa di mira nel primo giorno dell’operazione delle forze internazionali. La televisione di Stato, citando una fonte militare, ha annunciato che “dei bombardamenti dei colonialisti hanno colpito degli obiettivi civili e militari a Tajoura”. Le forze leali a Gheddafi, invece, avrebbero bombardato il principale ospedale e alcune case di Misurata, città nell’ovest della Libia.

Pca/Orm

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