Bengasi (Libia), 8 apr. (TMNews) – La ribellione libica non pretende alcuna scusa dalla Nato per il “fuoco amico” costato la vita ieri ad almeno tre miliziani, ma chiede di migliorare le comunicazioni con l’Alleanza.
“Non abbiano mai preteso delle scuse, solo chiesto delle spiegazioni, non mettiamo in discussione la buona fede della Nato: ci sembra però che ci sia stata un’interruzione delle comunicazioni, forse a causa delle condizioni sul terreno, che non ha reso chiara alla Nato la posizione dei nostri carri armati”, ha spiegato un portavoce del Consiglio Nazionale di Transizione ribelle.
Fonti diplomatiche spiegano come il problema stia nel fatto che non esiste “alcun legame ufficiale” fra la direzione militare dei ribelli e l’Alleanza, e sarebbe dunque opportuno avere “una equipe della Nato sul terreno trasmettere quale sia la situazione e diminuire il rischio di incidenti”.
Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo a Bengasi di apparecchi per telecomunicazioni che permetteranno di stabilire un collegamento fra L’Aleanza e il Cnt: equipaggiamento che, sottolineano le fonti, non verrà utilizzato per trasmettere le posizioni delle forze governative, dato che la Nato “non ha intenzione di diventare l’aviazione militare dell’opposizione”.
(fonte Afp)
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