VARESE L’influenza A/H1N1, volgarmente detta «suina», è arrivata anche da noi. Nella provincia di Varese, in totale, le persone risultate positive al tampone orofaringeo sono state 4 su 258 casi di contagio accertati in Italia (34 dal 13 luglio ad oggi). Altri 40 cittadini residenti in provincia sono sotto osservazione. Si tratta di persone entrate in contatto con gli infetti o che si sono spontaneamente “consegnate” ai medici dell’Asl di Varese dopo aver soggiornato in Messico, in Inghilterra, in Canada o negli Stati Uniti. In Inghilterra si contano già più di 8mila casi di contagio (tra cui 50 studenti italiani) e ben 29 decessi. L’aeroporto
di Malpensa potrebbe facilitare la diffusione del virus per il continuo sbarco di persone provenienti da tutto il mondo. Consola sapere che, all’ospedale del Circolo, per ora, non è ancora stato registrato un solo caso. E che in Italia non si conta ancora nessuna vittima. Bisogna preoccuparsi? «Si può stare abbastanza tranquilli» afferma Franca Sambo, responsabile del reparto di medicina preventiva delle comunità dell’Asl di Varese. «Il virus è responsabile di una forma influenzale abbastanza benigna che produce un numero di vittime in linea, o inferiore, a quelle di una influenza normale. Del resto, l’organizzazione mondiale della sanità (oms) non ha raccomandato restrizioni ai viaggi».
Chi farà ritorno dalle mete più colpite dal virus sarà oggetto di monitoraggio. Sono le sanità aeree a indicare all’Asl le persone da tenere sotto controllo. Queste, in tempo reale, saranno contattate per verificare la comparsa di una sintomatologia compatibile all’influenza “suina”, ovvero febbre sopra i 38,5, dolori muscolari e tosse. Alla comparsa di questi sintomi, il malato viene sottoposto ad un tampone orofaringeo. Chi risulta positivo al virus deve rimanere in isolamento. Il virus si trasmette per via aerea. Le persone che vivono insieme all’infetto devono quindi areare spesso i locali. Si guarisce prendendo farmaci a base di paracetamolo, come per una normale influenza. La convalescenza dura una settimana. Il ricovero nel reparto infettivo è solo per i casi più gravi.
Adriana Morlacchi
s.bartolini
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