L’internet delle cose vale 157 miliardi di dollari. Ed è pronto a cambiare anche la vita quotidiana

L’internet delle cose vale 157 miliardi di dollari. Ed è pronto a cambiare anche la vita quotidiana
Prospettive - Entro il 2020 gli apparati Iot saranno 25 miliardi. Un vaso ci avviserà che manca l’acqua e un braccialetto ci ricorderà le pillole

Quale sarà ora la prossima frontiera di tutte queste tecnologie capaci di far comunicare macchine e persone, persone e fabbriche, fabbriche e ambiente? L’Internet delle cose è una strada che si sta facendo largo nella crescita delle imprese. Con numeri incredibili: solo lo scorso anno la dimensione economica globale del mercato dell’Internet of Things (Iot), è stata valutata in 157 miliardi di dollari e le previsioni riferiscono che nel 2021 salirà a 661 miliardi. Le maggiori società di ricerca sostengono che si arriverà a oltre 25 miliardi di apparati Iot entro il 2020.Ma cosa è tecnicamente questo internet delle cose? Ancora una volta il cuore del fenomeno è lo scambio di informazioni: un sistema di apparecchiature semplici e complesse dotate di indirizzo Ip che si scambiano dati e informazioni. Le cose, ovvero un’infinità di oggetti, sono in grado di essere riconosciute attraverso un collegamento alla rete, e diventano così canali di comunicazione e di informazione. Vasi delle

piante che avvisano quando manca l’acqua, bracciali che suonano quando le pulsazioni sono troppo elevate, vasetti per le pillole che ricordano l’orario di somministrazione: piccoli esempi di applicabilità dell’internet of things, il cui scopo è comune, ovvero quello di monitorare e controllare per poi trasferire informazioni e svolgere azioni conseguenti. Oggetti intelligenti che sono chiamati a comunicare e a produrre una grande quantità di informazioni: e da qui la forte relazione tra Internet of Things e Big Data. Pensiamo allora all’enorme potenziale in ambito industriale di tutte queste tecnologie e queste informazioni: nella domotica, nella robotica, nel biomedicale, nell’avionica. E ancora oltre, pensiamo agli usi di pubblica utilità: si parla già da tempo delle smart city, le città intelligenti, che permettono di mettere in comunicazione le infrastrutture con gli abitanti della città. Un semplicissimo esempio è dato dai semafori che diventano verdi quando non passano macchine dal senso opposto, oppure sistemi innovativi per lo smaltimento dei rifiuti.

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