Liste chiuse a chi ha processi Per Caianiello strada in salita

Liste chiuse a chi ha processi Per Caianiello strada in salita

VARESE Il Pdl della Lombardia vuole fare pulizia. L’operazione delle liste pulite, ovvero l’ipotesi di non candidare alle regionali quegli esponenti che hanno procedimenti giudiziari in corso, sembra essere vicina all’approvazione. In questa direzione spinge il coordinatore regionale Massimo Corsaro, che parla di «necessità di mostrare ai cittadini i risultati del nostro governo, senza dare modo che questioni personali finiscano per offuscare l’operato positivo della giunta Formigoni».Non c’è ancora l’ufficialità della scelta, ma nei corridoi delle sedi berlusconiane il fatto sembra ormai dato per scontato. Del resto, a spingere verso questa direzione è stato tra i primi il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che nel Pdl lombardo ha probabilmente l’ultima parola. E se il caso è stato aperto dalla vicenda giudiziaria dell’ex assessore regionale Piergianni Prosperini.Ma la decisione si ripercuote a pioggia su Varese. Dove verrebbe bloccata la scalata al Pirellone a Nino Caianiello. Il capo dell’area laica del Pdl, quella maggioritaria a livello provinciale, nel momento dell’ufficialità di questa notizia riceverebbe una brusca frenata alla sua candidatura. Caianiello è infatti accusato di concussione, perché avrebbe intascato una tangente nel 2004, insieme all’architetto Piermichele Miano, di circa 400mila euro per velocizzare il cambio di destinazione di uso dell’area dell’ex Maino di Gallarate, dove è stata realizzata la nuova struttura di un supermercato. Il processo è stato aperto il

16 dicembre dell’anno scorso. A quel punto si aprirebbe la lotta per la successione. L’area laica dovrebbe trovare un nuovo esponente. Si parla del segretario provinciale del Pdl Rienzo Azzi, ma il suo nome non è tra i più avvalorati. Mentre potrebbe spuntarla il sindaco di Gallarate Nicola Mucci. Giunto al suo secondo mandato, che scade l’anno prossimo, correrebbe volentieri per un posto al Pirellone. E se la sua carica di sindaco è incompatibile con quella di consigliere regionale, è anche vero che i tempi burocratici per la contestazione dell’incompatibilità sono lunghi: minimo sei mesi. Un lasso di tempo che può allungarsi, se si tiene conto dei tempi per formare la nuova giunta e poi convocare la prima seduta del consiglio regionale, che dovrà a sua volta creare le proprie commissioni. L’ipotesi di Massimo Buscemi in provincia di Varese sembra definitivamente sfumare: anche se i vertici del partito lo volevamo fare correre nel suo storico territorio, Buscemi ha puntato i piedi ed ha già iniziato la campagna elettorale a Milano. Rimane in sospeso il suo possibile ingresso nel listino bloccato. In quota Tomassini, ci sarebbe la candidatura dell’ex deputato Luigi Zocchi. Mentre se Luca Ferrazzi dovesse entrare nel listino, verrebbe sostituito da un esponente tra Salvatore Giordano, Luciano Lista e Checco Lattuada. A correre c’è poi Raffaele Cattaneo.Marco Tavazzi

s.bartolini

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