L’Intelligenza Artificiale in Italia ha ormai superato la fase sperimentale e si sta affermando come uno dei comparti più dinamici dell’economia nazionale. A certificarlo è l’Italian Tech Landscape 2026, l’analisi realizzata da La Tech Made in Italy in collaborazione con Altermind, diffusa in occasione dell’Artificial Intelligence Appreciation Day.
Secondo lo studio, l’ecosistema italiano dell’IA genera oggi 4,1 miliardi di euro di fatturato e dà lavoro a 22.740 professionisti specializzati, confermando una crescita costante e una sempre maggiore rilevanza nel panorama industriale del Paese.
Piemonte primo per ricavi, Lombardia capitale dell’innovazione
La distribuzione geografica del settore evidenzia una forte concentrazione territoriale. A sorprendere è il Piemonte, che con 2,29 miliardi di euro di ricavi rappresenta oltre la metà del valore complessivo del mercato nazionale (55,7%), pur contando soltanto tre soluzioni censite.
La Lombardia si colloca al secondo posto con 1,02 miliardi di euro di fatturato, pari al 24,9% del totale, ma si conferma la vera locomotiva dell’innovazione italiana grazie al maggior numero di progetti sviluppati: 29 soluzioni di Intelligenza Artificiale, il dato più alto del Paese.
Seguono Emilia-Romagna con nove soluzioni, Campania con otto, Veneto con sette e Lazio con sei, mentre la Toscana conquista il terzo posto per valore economico con 705 milioni di euro di ricavi, sostenuta da sei piattaforme dedicate.
Produttività elevata e un settore sempre più maturo
Lo studio mette in luce anche indicatori di efficienza particolarmente significativi. Ogni soluzione di Intelligenza Artificiale sviluppata in Italia genera in media 69,1 milioni di euro di ricavi, mentre il valore prodotto per singolo addetto raggiunge 179 mila euro, numeri che testimoniano la crescente solidità del comparto.
Le sfide per il futuro
Secondo Max Brigida, founder de La Tech Made in Italy, l’Intelligenza Artificiale rappresenta ormai un pilastro dell’industria italiana, ma il percorso di crescita presenta ancora alcune criticità.
Tra le principali sfide figurano la diffusione ancora limitata dell’IA nelle piccole e medie imprese, il divario nelle competenze digitali rispetto alla media europea e la necessità di trasformare con maggiore efficacia la ricerca scientifica in piattaforme industriali scalabili.
L’obiettivo per i prossimi anni sarà rafforzare l’IA applicata alla manifattura, investire nello sviluppo di infrastrutture tecnologiche e modelli nazionali e favorire la formazione di nuovi talenti nei poli di ricerca e nel tessuto produttivo italiano, così da consolidare la competitività del Paese nel mercato internazionale.













