«La volontà dell’amministrazione è quella di non penalizzare nessuno e di trovare una soluzione laddove sia possibile. L’invito è di non estremizzare situazioni che peraltro sono molto limitate e non possono che ingenerare grande confusione».
Queste le parole dell’assessore al Marketing e al Commercio, , che sta lavorando al negoziato tra i negozianti di piazza Carducci, per favorire il ripristino dei tavolini all’aperto de “Loca Ubriaca”. «I proprietari de “Loca Ubriaca” – spiega l’assessore – da alcuni giorni hanno presentato una nuova richiesta che è al vaglio degli uffici. Sono già stati reperiti i pareri della Polizia locale, di Asl e della Tutela ambientale ed è stato avviato il procedimento per una nuova concessione, comunicando l’informazione all’esercizio che ha fatto ricorso al Tar, come previsto». Normalmente i tempi per la concessione di occupazione di suolo pubblico per un pubblico esercizio si aggirano intorno ai 30 giorni. In questo caso la situazione é complessa. Le nuove concessioni, con posizionamento di tavoli ed ombrelloni davanti ad esercizi diversi da quello richiedente, sono state rilasciate solo dietro accordo tra gli esercizi stessi. Qui l’accordo non c’è.
Ghiringhelli, inoltre, puntualizza su alcune questioni emerse nel dibattito di questi ultimi giorni. «Non facciamo confusione: la disciplina dell’occupazione del suolo pubblico per quanto riguarda i pubblici esercizi è inserita nel regolamento di Polizia Urbana, all’art.14. Sagre, fiere e mercati non c’entrano nulla con tale regolamento. Il Mercato Bosino ha un apposito regolamento, così come il Mercato Insubrico o la Sagra di Sant’Antonio».
Regolamenti che secondo lo stesso assessore andrebbero snelliti e fatti convergere in un unico regolamento. Ma per farlo è necessario un tempo tecnico.
«Nei prossimi giorni – conclude l’assessore – verrà convocata dall’assessorato al Commercio la Commissione pubblici esercizi in cui sono rappresentati tutti i gestori di attività di somministrazione. All’esame della Commissione ci saranno sia il caso specifico che le ipotesi di adeguamento regolamentare (che peraltro non spettano all’assessorato al Commercio)».
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