MILANO – Approvata all’unanimità in Consiglio regionale della Lombardia la legge che consente anche ai cittadini senza fissa dimora l’assegnazione del medico di base o del pediatra di libera scelta. Il provvedimento è stato presentato dal gruppo regionale del Partito Democratico, con prima firma del capogruppo Pierfrancesco Majorino e sottoscritto dal consigliere Samuele Astuti.
La norma si ispira a un testo già in vigore in Emilia-Romagna ed è coerente con la recente legge Furfaro approvata a livello nazionale. Prevede la possibilità per le persone senza dimora di iscriversi negli elenchi degli assistiti delle Asst e di accedere alle prestazioni garantite dai livelli essenziali di assistenza, anche attraverso segnalazioni dei servizi sociali e sociosanitari.
Il provvedimento individua nelle Case di comunità i punti di accesso per l’assistenza dedicata e rafforza la collaborazione tra aziende sanitarie territoriali ed enti del terzo settore, chiamati a svolgere attività di orientamento, accompagnamento e supporto sanitario. Prevista anche la possibilità per i medici operanti nelle realtà coinvolte di utilizzare il ricettario del sistema sanitario regionale.
La legge istituisce inoltre una cabina di regia con Regione Lombardia, Asst, Ats, Anci Lombardia e rappresentanti del terzo settore per il monitoraggio dell’attuazione. Per l’applicazione sono stanziati 125mila euro per il 2026 e 500mila euro annui per i due anni successivi.
Per il promotore Pierfrancesco Majorino si tratta di un “provvedimento di civiltà” che riconosce il diritto alla salute e punta a ridurre il ricorso improprio ai pronto soccorso da parte delle persone senza dimora, stimato in media in più accessi annui per ciascun soggetto.













