L’ombra dell’inquinamento sui pozzi della Bevera

L’ombra dell’inquinamento sui pozzi della Bevera

VARESE Rifiuti tossici nell’acqua potabile? È un mistero che a breve il Comune vuole risolvere. Senza creare allarmismi, ma senza nemmeno nascondere i possibili pericoli. La questione riguarda il torrente della Bevera, la cui valle rappresenta una inestimabile ricchezza per l’area varesina, sia dal punto di vista naturalistico (in particolare modo per la preziosissima biodiversità) che come fonte di approvvigionamento dell’acqua presenza fondamentale per tutti gli abitanti. È infatti dalla Bevera che proviene l’acqua che esce da quasi tutti i rubinetti della città giardino e dei paesi vicini al Capoluogo.Ma su questa fonte si getta l’ombra di un possibile inquinamento. Ed è per questo, ovvero per fare chiarezza, che la commissione ambiente ha deciso di riunire il 21 gennaio alle 18 gli enti locali interessati alla questione. Accanto al Comune di Varese ci sono Malnate, Cantello, Induno Olona, Arcisate e Viggiù. Promotori dell’incontro sono l’associazione Varese Europea, che gestisce il piano strategico d’area, l’assessorato all’ambiente e la commissione ambiente. Lo scopo è quello di studiare iniziative comuni rivolte principalmente ad un miglioramento della qualità della vita dei varesini«La

valle della Bevera – spiega il presidente della commissione ambiente Stefano Clerici (Pdl) – la cui integrità ambientale è posta a rischio da una serie illimitata di attività antropiche, ha bisogno che le amministrazioni interessate si coordino e trovino metodologie di intervento condivise e coordinate per fare in modo che le generazioni future possono godere eguali ricchezze di quelle che abbiamo la fortuna di adoperare».Di fatto si tratta di un incontro preliminare per studiare la situazione. Sulla quale gli esponenti politici non vogliono fare allarmismi ma non nascondono nemmeno i possibili rischi. Secondo quanto sostengono dal Comune, infatti, negli anni passati sono stati stoccati materiali inquinanti nelle cave che si trovano nella valle della Bevera, a ridosso del corso d’acqua. Ma al momento sembra che lo stoccaggio non abbia avuto ripercussioni sull’ecosistema. «Noi vogliamo appurare l’esistenza o meno di rischi di inquinamento – dice Clerici – non c’è nessuna prova che indichi l’effettiva infiltrazione dei materiali depositati nelle falde acquifere. Ma per una questione di trasparenza è giusto che gli enti locali coinvolti si impegnino ad averne l’assoluta certezza».

e.marletta

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