Luca rompe il silenzio sul dolore In un libro la malattia e la speranza

Luca rompe il silenzio sul dolore
In un libro la malattia e la speranza

Quella di Luca Alfano è la storia di una battaglia tra dolore e coraggio. Luca ha 36 anni e vive a Varese. Dall’età di 13 anni lotta contro una malattia rarissima, tanto rara da non avere un nome, che lo ha consumato. Tutto ha avuto inizio da un’emorragia polmonare: da lì è iniziato il suo inferno che dura da ben 23 anni.

Per dieci anni, la diagnosi è stata quella della sindrome di Ehlers Danlos. Due anni fa, la smentita. Di nuovo il buio: il sentirsi vittima predestinata di qualcosa che, per chi sa quale motivo, ci ha colpito.

Le reazioni sono diverse, dalla rabbia all’impotenza e l’impotenza porta in seguito alla depressione. Ma Luca non perde la forza d’animo e la voglia di vivere.

«Non ho alternative, non posso permettermi di deprimermi e vivo alla giornata godendomi, istante per istante, le piccole cose. Anch’io, però, ogni tanto ho i miei alti e bassi». Ad agosto, un problema ai reni lo ha costretto a essere ricoverato all’ospedale di Circolo di Varese per ben 16 giorni.

«Sono stato ricoverato per otto giorni nel reparto di Pneumologia e poi in Medicina. Ho trascorso ferragosto in ospedale, mi hanno dimesso il 16».

Luca, durante questi 23 anni di malattia, è passato attraverso i reparti di numerosi ospedali: da Pavia a Milano, da Genova a Bologna, sino a Parigi.

«Dopo tanti ospedali girati, quello in cui ho trovato un personale medico-infermieristico professionale, gentile, disponibile e sensibile è stato il Circolo. E pensare che ce l’avevo a 200 metri da casa. Grazie a queste persone, agli amici e alla mia famiglia, quei 16 giorni trascorsi in ospedale mi sono pesati meno. Sono stato preso in carico dal progetto Dama e, nonostante in si senta sempre parlare di malasanità, io posso solo parlare bene di questo progetto».

Ora, la speranza di conoscere il male che lo affligge, e di conseguenza di poter impostare una terapia adeguata, è tornata. «Grazie all’interessamento di Giacomo Cosentino, del sindaco Fontana e del dirigente dell’assessorato regionale alla Sanità, Walter Bergamaschi, ora sono in cura da una professoressa dell’università di Pavia che si occupa di genetica». Ma non solo, perchè Luca ha deciso di rompere il silenzio che per oltre vent’anni è ruotato intorno al suo male.

«Ho scritto un libro, già terminato, dove racconto la storia della mia vita da quando sono nato: dal sogno di diventare un calciatore professionista e l’esperienza nel mondo del calcio giovanile, dal momento in cui mi sono ammalato al dramma del girovagare tra i vari ospedali, sino alla grande emozione regalatami dal Varese Calcio quando, lo scorso anno, mi hanno regalato a fine campionato la maglietta della squadra invitandomi sul palco». Ora, il desiderio di Luca è quello di vedere il suo libro sugli scaffali di qualche libreria. «Sto cercando un editore disposto a pubblicare il mio libro».

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